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PoetósferaLa BibliotecaCino da Pistoia

Cino da Pistoia · Medieval

Ciò ch'io veggo di qua m'è mortal duolo

italiano

Ciò ch’io veggo di qua m’è mortal duolo,

Poichè io son lunge in fra selvaggia gente;

La quale io fuggo, e sto celatamente,

Perchè mi trovi Amor col pensier solo;

Chè allor passo li monti e ratto volo.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5

Al loco ove ritrova il cor la mente;

Imaginando intelligibilmente,

Mi conforta un pensier, che tesse un volo.

Così non morragg’io, se fia tostano

Lo mio redire a far sì ched io miri10

La bella gioia da cui son lontano:

Quella, ch’io chiamo, lasso!, coi sospiri,

Perch’odito non sia da cor villano

D’Amor nemico e degli suoi desiri.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Cino da Pistoia
Título
Ciò ch'io veggo di qua m'è mortal duolo
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-cio-ch-io-veggo-di-qua-m-e-mortal-duolo--cino-da-pistoia-b333c7
Cita recomendada
Cino da Pistoia, «Ciò ch'io veggo di qua m'è mortal duolo», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-cio-ch-io-veggo-di-qua-m-e-mortal-duolo--cino-da-pistoia-b333c7.html

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