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Franco Sacchetti · Medieval

Cari signor collegi e consolari

italiano

Cari signor collegi e consolari

Che tra gl’incendi romori e ruine

La repubblica aveste nelle braccia;

Mirate i giorni preteriti amari,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Che furon tutti esempli e discipline

Di quei che vuol ch’ognuno in pace giaccia.

Certo, mirando nella vostra faccia,

Veggio risurta la Prudenza degna

Che con saggio consiglio altrui governa.

10Non è chi ’l ver discerna

Nel loco dove questa virtù manca.

Gittata la trovaste da man manca:

Or con voi siede e regna.

Seguitela, per dio; chè vostra pace

15Con seco porta ed ogni ben verace.

Rimessa avete la Giustizia santa

Nella sua seggia, che vi dà ragione

E verità contro le false guance.

Questa giacea lebbrosa tutta quanta,

20Povera nuda cieca ed in prigione;

La spada rotta, e in terra le bilance.

Spezzate son da voi le inique lance

Che potevano offender gl’innocenti,

E spento ogni veleno, e svelta ’l erba

25Di condizion superba,

E della vil diradicato il seme.

Del vostro stato omai alcun non teme;

Perchè mezzane genti

Reggono, ed ogni mezzo sempre esalta;

30Dal mezzo quasi mai non vien difalta.

La Temperanza, che fa l’uom morale

E dà il modo a viver con costume,

Nelle porcine stalle era condotta:

Questa nell’ultim’ora era mortale;

35E voi con chiaro e valoroso lume

L’avete tratta di sì trista grotta,

Specchiando in lei la vostra mente dotta:

Onde soverchia turbazione od ira

O sfrenato appetito non v’accende.

40Per questa si difende

L’alma ed il corpo ed ogni ben terreno:

Dove non regna, ogni signor vien meno.

Ben giunse a questa mira

Sardanapalo e Roboam e molti,

45Ch’a seguir le lor voglie furon stolti.

La costante virtù, somma Fortezza,

Ch’avea perdute tutte le sue membra,

Sanata avete e messa nel suo loco.

Sanza costei non può esser fermezza;

50Sanza costei riposo non s’assembra;

Sanza costei ciascun rettor può poco.

S’io dico il vero, il sa chi vide il gioco

Già de’ maggiori e de’ minor da poi

Che sì e no, fa e disfà, in un punto

55Seguivan sanza punto.

Se quei che regge non s’attiene a questa,

Qual è maggiore a’ popoli tempesta?

Dunque, s’io penso a voi,

E terra inferma e stato sanza legge

60Per voi con forma si mantiene e regge.

Canzon, a’ miei signor ti rappresenta,

E con lor ti rallegra, come quelli

Che drieto a ria fortuna han dolce tempo:

Umilemente a ciaschedun rammenta

65Che tutti i buoni faccian lor fratelli,

E faccia ben chi può quand’egli ha il tempo.

Pruova ne face il tempo;

Chè tal d’offender ebbe il laccio teso

Che poi da quello è giustamente preso.

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Autor
Franco Sacchetti
Título
Cari signor collegi e consolari
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-cari-signor-collegi-e-consolari--franco-sacchetti-a7e8d4
Cita recomendada
Franco Sacchetti, «Cari signor collegi e consolari», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-cari-signor-collegi-e-consolari--franco-sacchetti-a7e8d4.html

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