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PoetósferaLa BibliotecaMatteo Frescobaldi

Matteo Frescobaldi · Medieval

Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio

italiano

Cara Fiorenza mia, se l’alto Iddio,

Da cui ogni perfetto ben discende,

Non procura e attende

Contra la tua veloce e rea fortuna;

I’ ti veggio venire a punto, ch’io.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5

Già piango per lo duol che’l cor ne prende;

Il qual tanto mi offende

Che alcun diletto meco non s’aduna:

Per te non è chi mova cosa alcuna,

Che abbia in sè valor nè alcun bene;10

E questo è quel perchè ogni mal t’avviene.

Come potrestu mai prender salute

Contro a’ nemici tuoi che t’hanno morta,

Quando dentro alla porta

Del tuo bel cerchio ognun fatto è scherano?15

Chi ti difende ch’abbia in sè vertute?

O chi in tante ruine ti conforta,

Dov’io ti veggio scorta

Per mala guida di consiglio strano?

Certo, s’al propio ver noi riguardiàno,20

Gente non degna d’abitar tuo nido

Son la cagion di questo amaro strido.

Mentre che fusti, Firenze, adornata

Di buoni antichi cari cittadini,

i lontani e’ vicini25

Adorarno el Lione e’ tuoi figliuoli;

Ora se’ meretrice pubblicata

In ogni parte, in fin tra Saracini.

Omè! che tu ruini

Pe’ tuo’ peccati in troppi eterni duoli.30

Deh!, ravvediti ancor; che puoi, se vuoli;

E fa’ che tu sia intera e non divisa;

E muterai di pianto in dolce risa.

Ov’è prudenza fortezza e giustizia

E temperanza e l’altre suore loro,35

Ch’erano el tuo tesoro

Quando volevi dimostrar tua possa?

Tu l’hai cacciate via con avarizia

Con superbia e lussuria, nel cui coro

40Tu vivi e fai dimoro,

Perchè ti rodon le midolla e l’ossa;

E non temi giudicio nè percossa,

Che t’ha, come tu sai, più e più volte

Di molte imprese le vittorie tolte.

45 I’ mi vergogno ben di ciò ch’i’ parlo,

Considerando ch’i’ son di te isceso;

Ma ’l soperchio del peso

Del grave oltraggio che sostien’ m’induce.

Se’ tu sì cieca che non vedi el tarlo

50Cascar dell’ossa tue sanza conteso?

Non vedi stare inteso

Ciascun vicin per cavarti la luce?

Deh!, muoviti a pensar chi ti conduce

Ed a che punto se’ per lor difetto,

55E scorgerai s’è ver ciò ch’io ho detto.

Canzona, io so che letta tu sarai

Da molti, che la tua sentenzia chiara

Parrà lor molto amara,

Perchè de’ vizi lor dicendo vai:

60Ma se tu truovi alcun che sia gentile,

Parla con lor; chè non t’avranno a vile.

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Autor
Matteo Frescobaldi
Título
Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-cara-fiorenza-mia-se-l-alto-iddio--matteo-frescobaldi-3792a0
Cita recomendada
Matteo Frescobaldi, «Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-cara-fiorenza-mia-se-l-alto-iddio--matteo-frescobaldi-3792a0.html

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