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Girolamo Baruffaldi · Ilustración

Ben veggio il marmo, il simulacro, e l'urna

italiano

Ben veggio il marmo, il simulacro, e l’urna,

Ma l’ossa no del mio Cantor primiero:

Deh chi mi schiude per pietà il sentiero

A quella fredda polve e taciturna?

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Vorrìa veder la tromba, e in un l’eburna

Cetra come sen giaccia, e ’l pungol fiero,

E ’l Socco umìle, onde coperse il Vero

In sembianza ridevole e notturna.

Trar le vorria fuor dalla notte al die,

10E, certe occulte note mormorando,

Ravvivar quelle spoglie, e farle mie:

Poi lieto andar per queste vie cantando

Nov’arme, novi amor, nove follìe,

Maggiori ancor delle follìe d’Orlando.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Girolamo Baruffaldi
Título
Ben veggio il marmo, il simulacro, e l'urna
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ben-veggio-il-marmo-il-simulacro-e-l-urna--girolamo-baruffaldi-0db59e
Cita recomendada
Girolamo Baruffaldi, «Ben veggio il marmo, il simulacro, e l'urna», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ben-veggio-il-marmo-il-simulacro-e-l-urna--girolamo-baruffaldi-0db59e.html

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