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PoetósferaLa BibliotecaHenry Wadsworth Longfellow

Henry Wadsworth Longfellow · Modernismo

Amalfi

italiano

Dolce il ricordo nel mio cor discende

Del bel paese ch’oltra il mar si stende;

Dove si scontran le montagne e l’onde,

Dove in mezzo al calor che si diffonde,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Siede tra’ gelsi Amalfi, e i bianchi piedi

Nella calma del mar bagnar la vedi.

In mezzo alla città dalle fontane,

Là nelle balze ripide montane,

Per stretta gola, slanciasi e discorre

10In giù il Canneto e a precipizio corre

De’ molini a girar le grandi ruote,

E i martelli del fabbro innalza e scote.

Di scaloni è una serie e non è via

Che al profondo burron guida ed invia,

15Ove fra roccia e roccia assai vicina

Saltellando il torrente oltre cammina.

Di su da grado a grado affaticate

Portano i pesi lor le villanelle.

Del suol figliuole dal sole abbronzate,

20Alte figure maestose e snelle,

Qual fato inesorabil le destina

A faticosa vita e al suol le inchina?

Lungi, il signor de’ paschi e delle vigne

Sta sul convento, e il frate, soddisfatto,

25Pel solido terrazzo il passo spigne,

Intrecciando le man, placido in atto,

Mirando il muro e il tetto ch’è all’aperto,

E che di rosse tegole è coperto.

Ei pensa che a quel moto e a quel lavoro

30Scopo è una fine placida e serena,

E come degli umani esseri il coro

Fuggir non può da cure nè da pena

Nè del guadagno dal pensier venale;

Che non può, nell’inerzia, essergli eguale.

35Dove i navigli son di merci onusti

Venuti dall’occaso e dal levante?

Dove gli armati cavalier robusti

Volgendo i passi alle contrade sante,

Che in guanti avean d’acciaio il pugno stretto

40Ed una croce rossa in mezzo al petto?

Dove del campo e della corte i vanti?

Dove colle lor preci i pellegrini?

Colle derrate lor dove i mercanti?

Dov’è mai lo splendor de’ brigantini

45Ov’essi navigar senza pensieri,

Vittime, in porto, de’ corsar d’Algieri?

Come un gruppo di nubi, ormai svaniro,

Come di tromba passaggiero suono.

Furo un passato luminoso e miro

50Il commercio, la folla ed il frastuono!

Profondamente sotto il mare ascosi

Gli antichi sbarcatoi han lor riposi.

Fur dalle soverchianti onde ingoiati.

Son le strade deserte ed i mercati;

55Rovinar tetti e torri e forti mura.

A ogni sguardo mortal sua vista fura

La sepolta città che in sonno piomba.

Han le cittadi ancor la loro tomba!

Terra è d’incanto! Intorno la marina,

60Colla sua falce di candide arene,

Là di Salerno la piaggia azzurrina

Tronca da lungi e agli occhi ascosa tiene,

E ancor più lungi, anzi lontan lontano,

Pesto ne appar sull’indistinto piano.

65Colle rovine sue si mostra fuore;

E le sue belle rose, tutte in fiore,

Sembrano ravvivar l’aura letale

Di quella terra deserta e fatale.

Su quel terrazzo, nella sua grandezza,

70Non cura il frate sì mondane cose;

E mentre dal giardin viene una brezza,

Un leggero spirar d’aure odorose,

Ei dell’api volanti il ronzio sente

Nel castagno che brilla al sol lucente.

75Null’altro ei vede o ascolta e tutto sembra

Del pomeriggio ombrar l’ora beata.

Lentamente s’aggira e si rassembra

Su i sensi suoi l’onda del sonno grata;

E, come la città, stanco, si asconde

80Entro caverne gelide e profonde.

Da cumuli di neve intorno cinto,

Dell’Aquilon sentendo il soffio fiero,

Bianchi i paesi e il fiume in ghiacci avvinto

Mentre muto rimiro, al mio pensiero

85Torna la gioia e la vision riappare

D’un lontan Paradiso oltra del mare.

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Expediente

Autor
Henry Wadsworth Longfellow (1807–1882) · Wikidata Q152513
Título
Amalfi
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-amalfi--henry-wadsworth-longfellow-aab4f9
Cita recomendada
Henry Wadsworth Longfellow, «Amalfi», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-amalfi--henry-wadsworth-longfellow-aab4f9.html

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