ALme leggiadre e pure,
Bianche qual neve e schiette,
A ben’amar elette
E in ben’amar sicure
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Correte a stuolo a stuolo
Che viene Amor dal Polo.
Vien dalle Stelle Amore,
Non quell’Amor profano
Che sembra al volgo insano
10Gran Nume, ed è furore,
Che molce, alletta e ride
E poi ridendo uccide.
Non quel, che turba e mesce
Della Ragione il regno,
15E vi s’indonna a segno,
Che si fa pena e incresce;
Ma il santo Amor vezzoso,
Gioja dell’Alma, e Sposo.
Quegli, che i bei costumi
20A puri cori insegna,
E in lor fa nido e regna
Fra mille vampe, e lumi;
Quel ch’ove alligna, e splende,
Fiamma beata accende.
25Vè come lieto in volto
Di fiore in fior sen vola:
Dalla morta viola
Al bianco giglio è volto:
E fa, qual ape d’oro,
30Di dolce mel tesoro.
Nella vicina sponda
L’ale raccoglie, e stanco
Posa sull’erba il fianco,
Sotto la mobil fronda
35Dorme, e la face e l’arco
Son di duo rami incarco
Le mani altri gli cinga
Con laccio d’or sottile:
Altri nel piè gentile,
40Per l’ali altri lo stringa.
Sia prigionier tra noi
Eternamente, e poi....
Destasi, ahimè!, che venne
Fresc’aura a lui molesta,
45Che sussurando il desta,
E l’urta colle penne:
Presto facciam col canto
Al dolce sonno incanto.
Ah sì, d’Amor risuoni
50L’aere intorno intorno:
E il vago fonte adorno
Dolce d’Amor ragioni,
E ragionando obblìe
Dell’Ocèan le vie.
55Oh Amor forte e soave,
Per ogni parte estenso,
Saggio immortale immenso,
Che hai d’ogni Ben la chiave,
Onde s’apre e disserra
60Quanto di Bene è in Terra
Gran Re tu sei, gran Nume
Pari al gran Figlio e al Padre,
Te le celesti squadre
Han di ubbidir costume,
65Dimesse il volto e il ciglio,
Come al gran Padre, e al Figlio.
Qual a duo Mar catena
Fassi gran Fiume Altero,
Che sgorga dal primiero
70All’altro Mar la Piena;
Tal muovi, e il braccio porgi
A duo Mari, onde sorgi.
Per Te ogni cosa adorna
Nell’ordin suo si mira:
75Da Te volge e s’aggira,
Poi lieta a Te ritorna
Suo cerchio alto e superno,
In nobil giro eterno.
Scende da Te virtute,
80Che Cielo e Terra informa;
Ad ogni passo un’orma
Stampi di tua salute;
Te all’ampio suol per entro,
E segni Te nel centro,
85Versano ambrosia, e mele
Per te le valli, ei monti;
Versan nettare i fonti,
Che sparsi eran di fiele
E infin la Morte impara
90A farsi dolce e cara.
Dell’anime immortali
Tu origin prima, e luce,
Ver gli astri a lor sei duce
Col gran poggiar dell’ali:
95Qual’Aquila, che al Sole
Guidi l’amata prole,
Quando d’amar sei vago,
Amabil fai l’oggetto,
Segando entro del petto
100Di Purità l’immago.
Oh miser’Alma e ria,
Se rìamarti obblìa!
Gli affetti poco a poco
Rubelli ardi e travolgi;
105Ed in virtù li volgi
Col tuo possente fuoco:
È maraviglia come
Abbian perduto il nome.
O forte Amore, e dolce
110Incenditor de’cuori
Forte fra gli altri Amori,
Come trionfa e molce
La tua beata fiamma,
Che l’Universo infiamma!
115Sù, Verginelle, al colle
Correte ove s’infiora,
Ove più ride e odora
L’erbosa riva e molle,
Per vaghi fior diversi
120Gialli, vermigli, e persi.
E il gelsomin di latte,
E il croco d’or dipinto,
E il ceruleo giacinto
Colto da mani intatte
125In odoroso nembo
Versate a Lui nel grembo.
Deh non si desti e scioglia,
Onde non fugga al Cielo.
Se rapido qual telo
130Fia, che da Voi si toglia,
Che sì, ch’ei vi saetta
Da qualche nuvoletta,
Ma vuoti a suo talento
L’aurea faretra intera;
135Piaghi dall’alta sfera
Cento bell’Alme e cento.
Oh avventuroso il seno,
Che al suo ferir vien meno!