Figlia di Marte, o tu Fortezza, salve
Auro-bendata bellica regina,
Ch’abiti in sulla terra il sacro Olimpo
Per sempre illeso,
Diede a te sol la veneranda Parca
La glorïa regal d’invitto regno,
Affin che ricca d’imperante possa
Tu fossi duce.
Sotto il tuo giogo dalle forti briglie
Quanti ha la terra petti o il mar canuto
Sono costretti, onde del mondo intero
Le città reggi.
Il tempo edace ch’ogni cosa atterra
E la vita trasforma in varie guise
A te del regno l’aura seconda
Solo non toglie.
Inver fra tutti sola tu conduci
Uomini a vita poderosi e grandi.
Fertil, siccome Cerere, tu dài,
D’uomini frutto.