All’Uom, che col pensier tant’alto sale,
Dio l’esser dona, e pria di fango il forma;
Poi col soffio divin d’Alma immortale
Simil a sè, quella vil massa informa.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Indi con bel mistero ei fa, che dorma,
E tratta dal suo fianco un’opra eguale,
Donna gli dà di pellegrina forma,
Donna eterna cagioni del nostro male.
Godea vita immortal, gran senno, e pace
10In dolce albergo, ove trovò il desìo
Quanto in bella onestà ne giova, e piace.
Alfin, lasso!, lo inganna un serpe rio:
La legge offende, e follemente audace
Si fa men d’Uom per farsi eguale a Dio.