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Gabriele Rossetti · Romanticismo

All'anno 1831

italiano

Su brandisci la lancia di guerra,

Squassa in fronte quell’elmo piumato,

Scendi in campo ministro del fato,

Oh quai cose s’aspettan da te!

Nel cammino che ’l tempo ti segna

Ogni passo sia traccia profonda,

Per le genti memoria gioconda,

Rimembranza tremenda pei re.

Oh se compi quell’opra sublime,

Onde il fato ministro t’ha fatto,

L’anno grande del sacro riscatto

Il tuo nome ne’ fasti sarà!

Glorïoso per lauri mietuti,

Ammirato per fulgidi rai,

Benedetto fra gli anni sarai

Dalla voce di tutte l’età.

Tua foriera l’umana ragione

A gran passi ricerca la meta;

Anche in Austria s’aggira segreta,

Fino in Russia la strada s’aprì;

E scotendo l’eterna sua face

Mentre passa ripete sovente:

«Sorgi, sorgi, mortale languente,

Io son l’alba del nuovo tuo dì!»

A que’ detti che l’eco diffonde,

In gran cerchio la Gallia già spazia,

Ed Elvezia, Brabante, Sarmazia,

Già gareggian di patrio valor:

E quei detti son soffi di Noto

Nell’incendio di vampe frementi,

E son vampe le fervide genti

Agitate da santo furor.

Dalle cime dell’Alpi nevose

Alla vetta dell’Etna fiammante

Ella passa e ripassa gigante,

All’Italia parlando così:

«Cingi l’elmo, la mitra deponi,

O vetusta signora del mondo;

Sorgi, sorgi dal sonno profondo,

Io son l’alba del nuovo tuo dì!

«L’iperborea nemica grifagna

Che due rostri ti figge nel seno,

La cui fame non venne mai meno,

Ma col pasto si rese maggior,

«Ti divora, ti lania, ti sbrana,

Nè tu scuoti l’inerzia funesta?

E non tronchi la gemina testa,

In un moto di giusto furor?

«Dove sono, domanda taluno,

I nepoti de’ Fabi, de’ Bruti? —

Son quei greggi di schiavi battuti,

Rispondendo tal altro gli va.

« — Non in altro che in pietre spezzate

Può mostrarci l’Italia gli eroi?...

Così chiede ridendo fra i suoi,

Fin quel vile che vile ti fa.

«Ringoiate, beffardi superbi,

Quel veleno che ’l labbro vi tinse;

In quell’uno che tutti vi vinse

I suoi figli l’Italia mostrò.

«Quel tremendo gigante di guerra

Obblïaste che nacque sua prole?

Fu scintilla dell’italo sole

La grand’alma che il mondo abbagliò.

«La sua possa fra gli urti nemici

Fu tra i venti saldissima balza;

Come cedro sui rovi s’innalza,

Ei s’ergea sul volgo dei re.

«Di sua mano nel libro de’ fati

Ei segnava la pace e la guerra;

Quei tiranni che opprimon la terra

Stavan tutti tremanti al suo piè.

«Tramontata la viva sua luce,

Si rïerser dall’imo lor fondo,

Come l’ombre risorgon sul mondo

Quando il sole dal mondo sparì.

«Ombre nere di nordica notte,

Sulla terra del sole addensate,

Ombre nere, svanite, sgombrate,

Io son l’alba del nuovo suo dì!»

Così dice, la face scotendo,

La foriera del giorno di pace,

E, agitata, raddoppia la face,

Quasi conscia, l’eterno splendor.

Incalzate quell’ombre funeste,

Rarefatte già vagan d’intorno:

All’annunzio del prossimo giorno

Scuole Italia l’indegno torpor.

«Arme,» grida Sabaudia guerriera,

«Arme,» grida l’audace Liguria,

E l’Insubria, l’Emilia, l’Etruria

A quei gridi brandiscon l’acciar.

Dalla cima dell’Etna fiammante

Alle vette dell’Alpi nevose

Giuran tutte le genti animose

La nemica grifagna snidar.

Scellerati, che sangue versate,

Fin punendo speranza e desio,

Dall’ampolla dell’ira di Dio

Ribollendo quel sangue fumò.

Gli esalati vapori squallenti

Muti muti si strinsero in nembo;

So ch’ei cova le folgori in grembo,

Per quai fronti le covi, non so.

Alma, terra, feconda d’eroi,

Avvilita da cieco destino,

Calpestato saturnio giardino,

Fia cangiata la sorte per te.

Spezzerete le vostre catene,

O fratelli che in ceppi languite,

O fratelli che il giogo soffrite,

Calcherete quel giogo col piè.

Inspirato mio genio, deh tuona,

Chè profeta l’Eterno ti ha fatto;

Di’ che l’anno del sacro riscatto

Per l’Italia già l’ali spiegò.

Ma se pigra l’Italia dormisse?

Se ponesse nell’opra ritardo?....

Qui la voce dell’esule bardo

Nel sospiro gemendo spirò!

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Expediente

Autor
Gabriele Rossetti
Título
All'anno 1831
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-all-anno-1831--gabriele-rossetti-492a58
Cita recomendada
Gabriele Rossetti, «All'anno 1831», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-all-anno-1831--gabriele-rossetti-492a58.html

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