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Giovan Francesco Maia Materdona · Barroco

Ai labri miei, quando piú gela il verno

italiano

Ai labri miei, quando piú gela il verno,

l’alma cittá, cui dánno il nome i fiori,

offre un sacro licor che tra i licori

serba vanto superbo e pregio eterno.

Nei suoi color le liquid’ambre scerno,

cedono agli odor suoi gli arabi odori,

sembran tasso ed assenzio ai suoi sapori

chiarello, albano, asprin, greco o falerno.

Ben questa esser dovea l’ambrosia eletta

che ’l cor di Giove e de gli dèi pascea,

poi ch’ella tanto inebrïando alletta;

o questa del piacer la «vera idea»,

d’Arno o la «vera dea», che poi fu detta

di «ver’idea», di «vera dea», «verdea».

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Autor
Giovan Francesco Maia Materdona
Título
Ai labri miei, quando piú gela il verno
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ai-labri-miei-quando-piu-gela-il-verno--giovan-francesco-maia-materd-9c025d
Cita recomendada
Giovan Francesco Maia Materdona, «Ai labri miei, quando piú gela il verno», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ai-labri-miei-quando-piu-gela-il-verno--giovan-francesco-maia-materd-9c025d.html

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