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Lo so, costano troppo e son piccini,
pieni di fregi e d’altre gherminelle,
ma son tanto bellini!
16Piacciono tanto a le donnine belle!
C’è il budellame, già, l’osso che crocchia,
anatomie rubate a lo spedale,
orgie di carnovale,
20donne scollate sino a le ginocchia,
c’è tutto quel che vuoi: ma se un po’ d’arte,
se un po’ d’ingegno, se un pochin di vita
calda, vera, sentita,
24palpita e ride ne le tenui carte,
non lapidarci, non gridarci abbasso;
perchè amammo anche noi, soffrimmo, e il pianto
lo tramutammo in canto
28quando i vecchi giocavano a ’l ribasso.
Non badare a’ trochei se il verso torna,
non contar le minuscole a ’l Carducci
che in viso a Vanni Fucci
32de ’l giambo archilocheo squadra le corna.
Tu che di libertà segui la parte,
che ne la pugna sua ti sei scagliato
non ultimo soldato,
36non ci negar la libertà de l’arte.
Anche l’arte cammina e per adesso
lascia che gli elzevir vadano avanti:
se ce n’è de’ calanti,
40l’arte d’Italia camperà lo stesso.
Sai, sessant’anni fa, quanto spavento,
che vaticini orribili e diversi
perchè si disse in versi
44barba a la barba e non l’onor de ’l mento!
L’arte, si disse, casca ruzzoloni:
tornano i Goti, i Visigoti e il resto!
E dopo tutto questo
48che cosa capitò? Venne il Manzoni.
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Q