Quando l’Eroe dell’Istro in mezzo a tanto
Gioir d’Italia tutta a far beate
Del sacro aspetto suo venne le amate
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Ocnee contrade, e la fedel sua Manto,
L’ombra di Maro sospirò, che il vanto
Tolto si vide di poter le aurate
Fila destar più avventuroso vate,
8E a Monarca si grande offrire il canto.
Ma poi gli occhi fissando in te che sei
Di sua cetra l’erede, in te che ancora
11Nutri i suoi prischi allori al Mincio in riva,
A Cesare, gridò fatta giuliva,
Inni tu sciogli, e tua mercede allora
14Parrammi a Lui sacrar gli accenti miei.