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PoetósferaLa BibliotecaCamillo Benso, conte di Cavour

Camillo Benso, conte di Cavour · Romanticismo

A Cammillo Cavour, nel 1867

italiano

O nell’ora del nembo e del periglio

Sempre invocato, che più grande appari

Quanto più gonfi il trepido naviglio

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente

Rise una volta a’ popoli fortuna:

Tutte al suo desco le città redente

8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome

Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,

Sovra qual campo; e se le nostre chiome

12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo

Parve d’Italia: i giovani guerrieri

Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,

16Tu più non eri.

Invan crebber le file: invan da’ porti

Più possente navil sciolse il nocchiero;

Non valser tante prue, tante coorti

20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,

Con poco stame a lunga tela assiso,

E l’ovra della mente ardua velando

24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli

Alla muta parola obbedïenti

Dal Cenisio sull’itale convalli

28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino

Fra le pugne agitata e fra le nevi

La morta face del valor latino

32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi

Serti offrivi non visto, e taciturna

La partenza pregavi e fida ai prodi

36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva

I Mille veleggiavano; portavi,

Celando sotto il mar la man furtiva,

40Le balde navi.

Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro

Che percorrea de’ novi abissi il seno,

La possa irresistibile sentiro

44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato

Del Re più degno in Campidoglio atteso,

Quando cadevi, e dell’Italia il fato

48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,

Indomato Titano. Orfana ancora

Sull’orma tua, cui pari altra non vede,

52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro

Risonar tempestoso; ed ella intanto

A’ suoi mali non trova altro ristoro

56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli

Con gioco assiduo sul fiorir recisi;

D’altre barriere, che di monti, i figli

60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!

O risorgente dalle tue ruine

Popolo, che ricigni or l’immortale

64Infula al crine;

De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,

Se come in altro dì non ti è concesso

Reggere il mondo, mostra almen che sai

68Regger te stesso.

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Autor
Camillo Benso, conte di Cavour
Título
A Cammillo Cavour, nel 1867
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-a-cammillo-cavour-nel-1867--camillo-benso-conte-di-cavou-92a8a6
Cita recomendada
Camillo Benso, conte di Cavour, «A Cammillo Cavour, nel 1867», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-a-cammillo-cavour-nel-1867--camillo-benso-conte-di-cavou-92a8a6.html

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