Vedete ch’io son un che vo piangendo
e dimostrando ’l giudicio d’amore
e già non trovo sì pietoso core
che, me guardando, una volta sospiri.
Novella doglia m’è nel cor venuta,
la qual mi fa doler e pianger forte;
e spesse volte aven, che mi saluta
tanto di presso l’angosciosa morte,
che fa ’n quel punto le persone accorte,
che dicon in fra lor: — quest’à dolore,
e già, secondo che ne par di fore,
dovrebbe dentro aver novi martiri. —
Questa pesanza, ch’è nel cor discesa,
à certi spirite’ già consumati,
i quali eran venuti per difesa
del cor dolente, che li avea chiamati.
Questi lasciaro li occhi abandonati
quando passò nella mente un romore,
il qual dicea: — dentro bieltà che more;
ma guarda che pietà non vi si miri. —