O voi, che per la via d’Amor passate,
Attendete, e guardate
S’egli è dolore alcun, quanto il mio, grave:
E priego sol, ch’udir mi sofferiate;
E poi imaginate
S’io son d’ogni dolore ostello e chiave.
Amor, non già per mia poca bontate,
Ma per sua nobiltate,
Mi pose in vita sì dolce e soave,
Ch’i’ mi sentia dir dietro spesse fiate:
Deh! per qual dignitate
Così leggiadro questi lo cor have?
Ora ho perduta tutta mia baldanza,
Che si movea d’amoroso tesoro;
Ond’io pover dimoro
In guisa, che di dir mi vien dottanza.
Sì che, volendo far come coloro,
Che per vergogna celan lor mancanza,
Di fuor mostro allegranza,
E dentro dallo cor mi struggo e ploro.