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Guido Cavalcanti · Medieval

Voi che per li occhi mi passaste 'l core

italiano · soneto

Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
chè sospirando la distrugge amore.
E ven tagliando di sì gran valore
che’ deboletti spiriti van via;
riman figura sol’ en signoria
e voce alquanta che parla dolore.
Questa virtù d’amor, che m’à disfatto,
da’ vostr’occhi gentil presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro da ’l fianco.
Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto ’l cor nel lato manco.

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Autor
Guido Cavalcanti (1258–1300) · Wikidata Q316876
Título
Voi che per li occhi mi passaste 'l core
Lengua
italiano
Época
Medieval
Forma
soneto
Fuente
it.wikisource Rime (Cavalcanti) - epoca incerta
Sala
La Biblioteca
Identificador
voi-che-per-li-occhi-mi-passaste-l-core--cavalcanti
Cita recomendada
Guido Cavalcanti, «Voi che per li occhi mi passaste 'l core», Poetósfera, poetosfera.com/p/voi-che-per-li-occhi-mi-passaste-l-core--cavalcanti.html

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