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Francesco Petrarca · Medieval

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono

italiano · soneto · Italiana

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ’l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango et ragiono
fra le vane speranze e ’l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,
e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

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Autor
Francesco Petrarca (1304–1374) · Wikidata Q1401
Título
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Forma
soneto
Fuente
it.wikisource Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)
Sala
La Biblioteca · Erótica
Identificador
voi-ch-ascoltate-in-rime-sparse-il-suono--petrarca
Cita recomendada
Francesco Petrarca, «Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono», Poetósfera, poetosfera.com/p/voi-ch-ascoltate-in-rime-sparse-il-suono--petrarca.html

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