Una giovane donna di Tolosa
bell’ e gentil, d’onesta leggiadria,
tant’è diritta e simigliante cosa,
ne’ suoi dolci occhi, de la donna mia,
ch’è fatta dentro al cor desiderosa
l’anima in guisa, che da lui si svia
e vanne a lei; ma tant’è paurosa,
che no le dice di qual donna sia.
Quella la mira nel su’ dolce sguardo,
ne lo qual face rallegrare amore,
perchè v’è dentro la sua donna dritta.
Po’ torna, piena di sospir, nel core,
ferita a morte d’un tagliente dardo,
che questa donna nel partir li gitta.