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Pietro Aretino · Renacimiento

Sonetto VI

italiano · Italiana

Tu m’hai il cazzo in la potta, e il cul mi vedi
e io veggio il tuo cul com’egli è fatto,
ma tu potresti dir ch’io sono un matto,
perch’io tengo le mani ove stanno i piedi.
- Ma s’a codesto modo fotter credi,5
sei una bestia, e non ti verrà fatto;
perch’assai meglio del fotter m’adatto,
quando col petto sul mio petto siedi.
- Io vi vo’ fotter per lettera, Comare,
e voglio farvi al cul tante mamine10
co le dita, col cazzo, e col menare,
e sentirete un piacer senza fine.
E so ben ch’è più dolce ch’il grattare
da Dee, da Duchesse e da Regine;
e mi direte al fine15
ch’io sono un valent’uomo in tal mestiero...
Ma d’aver poco cazzo mi dispero.

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Dónde vive
Erótica

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Autor
Pietro Aretino (1492–1556) · Wikidata Q296272
Título
Sonetto VI
Lengua
italiano
Época
Renacimiento
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
sonetto-vi--aretino
Cita recomendada
Pietro Aretino, «Sonetto VI», Poetósfera, poetosfera.com/p/sonetto-vi--aretino.html

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