TEATRÓSFERA · EL TEXTO CUANDO ENTRA EN ESCENA  

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Lorenzo Da Ponte

Don Giovanni

2 jornadas · 26 personajes · 1,834 versos

Modo

Atto primo

Atto Primo

Scena prima.
Atrio corrispondente al palazzo del Commendatore. Notte.
Leporello, indi Don Giovanni e Donn’Anna,
ed in ultimo il Commendatore.
(Leporello entrando dal lato destro con lanterna in mano s’avanza cauto e circospetto)

Leporello

Notte e giorno faticar
Per chi nulla sa gradir;
Pioggia e vento sopportar.
Mangiar male e non dormir!
Voglio fare il gentiluomo,
E non voglio più servir.
Oh che caro galantuomo
Vuol star dentro con la bella
Ed io far la sentinella!...
Voglio fare il gentiluomo.
E non voglio più servir...
Ma mi par che venga gente...
Non mi voglio far sentir. (si ritira).
(Don Gio. dal palazzo del Comm. inseguito da Donn’Anna; cerca coprirsi il viso, ed è involto in un lungo mantello)

Donna Anna

Non sperar, se non mi uccidi, (trattenendo D. Gio.)
Ch’io ti lasci fuggir mai.

Don Giovanni

Donna folle! indarno gridi:
Chi son io tu non saprai.

Leporello

(Che tumulto!... Oh ciel! che gridi!)
Il padron in nuovi guai!... (Avanzandosi)

Donna Anna

Gente!... servi!... al traditore!...

Don Giovanni

Taci o trema al mio furore.

Donna Anna

Scellerato!

Don Giovanni

Sconsigliata!
(Questa furia disperata
Mi vuol far precipitar)

Donna Anna

Come furia disperata
Ti saprò Perseguitar

Leporello

Sta a veder che il malandrino
Mi farà precipitar.

Commendatore

Lasciala indegno!
(con spada e lume. Anna, udendo la voce del padre, lascia Gio. ed entra in casa)
Battiti meco.

Don Giovanni

Va: non mi degno
Di pugnar teco.

Commendatore

Così pretendi
Da me fuggir?

Leporello

(Potessi almeno
Di qua partir)

Don Giovanni

Misero! attendi
Se vuoi morir. (si battono. Il Commend. è ferito.)

Commendatore

Ah soccorso!... son tradito...
L’assassino m’ha ferito...
E dal seno palpitante...
Sento l’anima partir...

Don Giovanni

Ah! già cade il sciagurato...
Affannosa e agonizzante
Già dal seno palpitante
Veggo l’anima partir. (il Comm. muore)

Leporello

(Qual misfatto, qual eccesso!
Entro il sen, dallo spavento,
Palpitar il cor mi sento,
E non so che far, che dir.)

Don Giovanni

Leporello, ove sei? (sottovoce)

Leporello

Son qui, per mia disgrazia. E voi?

Don Giovanni

Son qui,

Leporello

Chi è morto? voi o il vecchio?

Don Giovanni

Che domanda da bestia! il vecchio.

Leporello

Bravo!
Due imprese leggiadre:
Tentar la figlia, ed ammazzare il padre.

Don Giovanni

L’ha voluto: suo danno.

Leporello

Ma donn’Anna...

Don Giovanni

Non mi seccar. Vien meco, se non vuoi
Qualche cosa ancor tu.

Leporello

Non vo’ nulla, signor; non parlo più.
(Alzando da terra la lanterna ed il mantello) (partono)

Scena ii.
Duca Ottavio, Donn’Anna, e Servi con lumi.

Donna Anna

Ah! del padre in periglio
In soccorso voliam.

Don Ottavio

Tutto il mio sangue
Verserò se bisogna:
Ma dov’è il scellerato?

Donna Anna

In questo luogo.
Ah! qual mai s’offre o Dei, (Vede il cadavere)
Spettacolo funesto, agli occhi miei!
Il padre!... padre mio!... mio caro padre!...
(cade quasi svenuta sul corpo del padre)

Don Ottavio

Signora...

Donna Anna

Ah! l’assassino
Me ’l trucidò... Quel sangue...
Quella piaga... quel volto
Tinto e coperto del color di morte...
Ei non respira più... fredde ah le membra...
Padre mio!... caro padre!... io manco... io moro...

Don Ottavio

Ah! soccorrete, amici, il mio tesoro. (sviene)
Cercatemi, recatemi
Qualche odor, qualche spirito... Ah! non tardate.
(partono due servi
Donn’Anna!... sposa!... amica!.. Il duolo estremo
La meschinella uccide!

Donna Anna

Ahi!

Don Ottavio

Già rinviene.
Datele nuovi aiuti. (ritornano i servi)

Donna Anna

Padre mio!

Don Ottavio

Celate, allontanate agli occhi suoi
Quell’oggetto d’orrore. (viene portato via il
Anima mia, consolati fa core! cadavere)

Donna Anna

Fuggi, crudele. Fuggi!
Lascia che mora anch’io
Ora ch’è morto, oh Dio!
Chi a me la vita diè.

Don Ottavio

Senti, cor mio, deh! senti
Guardami un solo istante:
Ti parla il core amante
Che vive sol per te.

Donna Anna

Tu sei! perdon mio bene.
L’affanno mio.. le pene...
Ah! il padre mio dov’è?

Don Ottavio

Il padre.. lascia, o cara,
La rimembranza amara:
Hai sposo e padre in me.

Donna Anna

Ah! vendicar, se il puoi
Giura quel sangue ognor.

Don Ottavio

Lo giuro agli occhi tuoi
Lo giuro al nostro amor.

A 2

Che giuramento, oh Dio!
Che barbaro tormento!
Fra cento affetti e cento
Vammi ondeggiando il cor.
(Anna parte coi servi)

Scena iii.
Ottavio solo.
Come mai creder deggio,
Di delitto sì nero
Capace un cavaliere
Ah! di scoprir il vero
Ogni mezzo si cerchi. Io sento in petto
E di sposo e d’amico il dover che mi parla:
Disingannarla io voglio e vendicarla.
Dalla sua pace la mia dipende,
Quel che a lei piace vita mi rende,
Quel che le incresce morte mi dà.
S’ella sospira sospiro anch’io,
È mia quel’ira quel pianto è mio,
E non ho bene s’ella non l’ha. (parte)

Scena iv.
Recinto d’antico castello con veduta d'una locanda (Alba.)
Don Giovanni e Leporello.

Don Giovanni

Orsù, spicciati presto. Cosa vuoi?

Leporello

L’affar di cui si tratta
È importante.

Don Giovanni

Lo credo.

Leporello

È importantissimo.

Don Giovanni

Meglio ancora! finiscila.

Leporello

Giurate.
Di non andar in collera.

Don Giovanni

Lo giuro sul mio onore.
Purché non parli del Commendatore.

Leporello

Siamo soli.

Don Giovanni

Lo vedo.

Leporello

Nessun ci sente.

Don Giovanni

Via.

Leporello

Vi posso dire
Tutto liberamente...

Don Giovanni

Sì.

Leporello

Dunque, quand’è così,
Caro signor padrone,
La vita che menate è da briccone.

Don Giovanni

Temerario! in tal guisa?...

Leporello

E il giuramento?

Don Giovanni

Non so di giuramento. Taci, o ch’io...

Leporello

Non parlo più, non fiato, o padron mio.

Don Giovanni

Così saremo amici. Or odi un poco:
Sai tu perchè son qui?

Leporello

Non ne so nulla.
Ma, essendo l’alba chiara, non sarebbe
Qualche nuova conquista?
Io lo devo saper per porla in lista.

Don Giovanni

Va là, che sei il grand’uomo! Sappi ch’io sono
Innamorato d’una bella dama,
E son certo che m’ama.
La vidi, le parlai; meco al casino
Questa notte verrà... Zitto: mi pare
Sentir odor di femmina..

Leporello

Cospetto...
Che odorato perfetto!

Don Giovanni

All’aria mi par bella.

Leporello

(Che occhio, dico!)

Don Giovanni

Ritiriamoci un poco.
E scopriamo terren.

Leporello

(Già prese foco), (vanno in disparte)

Scena v.
Donna Elvira dalla locanda.

Donna Elvira

Ah! chi mi dice mai
Quel barbaro dov’è,
Che per mio scorno amai,
Che mi mancò di fé?
Ah! se ritrovo l’empio.
E a me non torna ancor,
Vo’ farne orrendo scempio.
Vo’ trapassargli il cor.

Don Giovanni

Udisti? qualche bella (piano a Lep.)
Dal vago abbandonata... Poverina!
Cerchiara di consolare il suo tormento, (avanzandosi)

Leporello

(Così ne consolò mille e ottocento.)

Don Giovanni

Signorina...

Donna Elvira

Chi è là?

Don Giovanni

Stelle! che vedo!

Leporello

(Oh bella! Donna Elvira!)

Donna Elvira

(Don Giovanni!...)
Sei qui, mostro, fellon, nido d’inganni!...

Leporello

(Che titoli cruscanti! Manco male
Che lo conosce bene!)

Don Giovanni

Ah! cara Donn’Elvira
Calmate quella collera... sentite...
Lasciatemi parlar...

Donna Elvira

Cosa può dire
Dopo azion si nera? In casa mia
Entri furtivamente. A forza d’arte.
Di giuramenti e di lusinghe, arrivi,
A sedurre il cor mio;
M’innamori o crudele!
Mi dichiari tua sposa. E poi, mancando
Della terra e del ciel al santo dritto,
Con enorme delitto
Dopo tre dì da Burgos t’allontani,
M’abbandoni, mi fuggi, e lasci in preda
Al rimorso ed al pianto
Per pena forse che l’ami cotanto.

Leporello

(Pare un libro stampato?)

Don Giovanni

In quanto a questo
Ebbi le mie ragioni!
(a Lep. ironicamente) È vero!
Lep È vero.
E che ragioni forti!

Donna Elvira

E qual sono.
Se non la tua perfidia,
La leggerezza tua? Ma il giusto cielo
Volle ch’io ti trovassi
Per far le sue, le mie vendette.

Don Giovanni

Siate più ragionevole... (Mi pone
A cimento costei). Se non credete
Al labbro mio, credete
A questo galantuomo.

Leporello

(Salvo il vero).

Don Giovanni

Via, dille un poco,..

Leporello

(sottovoce a Gio.) E cosa devo dirle?

Don Giovanni

Sì sì. dille pur tutto. (parte non visto da Elv.)

Donna Elvira

Ebben, fa presto.

Leporello

Madama... veramente... questo mondo...
Conciossiacosaquandofossechè
Il quadro non è tondo...

Donna Elvira

Sciagurato!
Così del mio dolor giuoco ti prendi?
Ah! voi!... Stelle! l’iniquo (verso Gio. che non crede partito)
Fuggì!... misera me!... Dove? in qual parte?

Leporello

Eh! lasciate che vada. Egli non merta
Che su di lui pensiate.

Donna Elvira

Scellerato!
M’ingannò, mi tradi...

Leporello

Eh! consolatevi;
Non siete voi, non foste e non sarete
Né la prima nè l’ultima. Guardate
Questa non piccol lista; è tutta piena
De’ nomi di sue belle.
Ogni villa, ogni borgo, ogni paese
È testimon di sue donnesche imprese.
Madamina, il catalogo è questo
Delle belle che amò il padron mio:
Un catalogo egli è che ho fatt’io;
Osservate leggete con me.
In Italia seicento e quaranta.
In Germania duegento e trentuna.
Cento In Francia, in Turchia novantuna.
Ma in Ispagna son già mille e tre.
V’han fra queste contadine,
Cameriere, cittadine,
V’han contesse, baronesse,
Marchesine, principesse,
E v’han donne d’ogni grado,
D’ogni forma, d’ogni età.
Nella bionda egli ha l’usanza
Di lodar la gentilezza;
Nella bruna, la costanza;
Nella bianca, la dolcezza;
Vuol d’inverno la grassetta
Vuol d’estate la magrotta
E la grande maestosa,
La piccina ognor vezzosa;
Delle vecchie fa conquista
Pel piacere di porle in lista.
Ma passion predominante;
E la giovin principiante;
Non si picca se sia ricca,
Se sia brutta, se sia bella;
Purchè porti la gonnella,
Ogni donna per lui fa.
(parte)

Scena vi.
Elvira sola.

Donna Elvira

In questa forma dunque
Mi tradì il scellerato? È questo il premio,
Che quel barbaro rende all’amor mio?
Ah! vendicar vogl’io
L’ingannato mio cor. Pria ch’ei mi fugga
tfi ricorra... si vada... Io sento in petto
Sol vendetta parlar, rabbia e dispetto.
In quali eccessi, o Numi! in quai misfatti
Orribili, tremendi,
È avvolto il sciagurato!
Ah no. non può tardar l’ira del cielo,
La giustizia tarda. Sentir già parmi
La fatale saetta,
Che gli piomba sul capo! Aperto veggio
Il baratro mortal. Misera Elvira!
Che contrasto d’affetti in sen ti nasce!
Perchè questi sospiri e queste ambasce?
Mi tradì quell’alma ingrata,
Infelice, o Dio! mi fa.
Ma tradita e abbandonata
Provo ancor per lui pietà,
Quando sento il mio tormento
Di vendetta il cor favella,
Ma se guardo il suo cimento
Palpitante il cor mi va.
(parte)

Scena vii.
Zerlina, Masetto e Coro di contadini d’ambo i sessi che cantano, suonano e ballano.

Zerlina

Giovinette, che fate all’amore.
Non lasciate che passi l’età:
Se nel seno vi brulica il core,
Il rimedio vedetelo qua.
La ra la, la ra la, la ra la.
Che piacer! che piacer che sarà!

Coro

La rà la, ecc.

Masetto

Giovinetti, leggeri di testa,
Non andate girando qua e ià:
Poco dura de’ matti la festa,
Ma per me cominciato non ha.
La ra la, la ra la, la ra la.
Che piacer! che piacer che sarà!

Coro

La ra la. ecc.

Zerlina y Masetto

Vieni, vieni, carinoa, godiamo,
E cantiamo e balliamo o suoniamo.
Vieni, vieni, carinoa, godiamo,
Che piacere! che piacer che sarà!

Scena viii.
Don Giovanni, Leporello e Detta

Don Giovanni

Manco male e partita... Oh guarda, guarda
Che bella gioventù, che belle donne!

Leporello

(Fra tante, per mia fè,
Vi sarà qualche cosa anche per me).

Don Giovanni

Cari amici, buon giorno. Seguitate
A stare allegramente.
Seguitate a suonar, o buona gente.
C’è qualche sposalizio?

Zerlina

Sì, signore,
E la sposa son io.

Don Giovanni

Me ne consolo.
Lo sposo?

Masetto

Io, per servirla.

Don Giovanni

O bravo! per servirmi; questo è vero
Parlar da galantuomo.

Leporello

Che eccellente marito!

Zerlina

Oh! il mio Masetto
È un uom d’ottimo core.

Don Giovanni

Anch’io, vedete.
Voglio che siamo amici. Il vostro nome?

Don Giovanni

E il tuo?

Don Giovanni

Oh, caro il mio Masetto!
Cara la mia Zerlina! ti esebisco
Le mia protezione... Leporello?...
Cosa fai li, birbone?... (a Lep., che fa scherzi alle
altre Contadine)

Leporello

Anch’io, caro padrone,
Esebisco la mia protezione.

Don Giovanni

Presto: va con costor: nel mio palazzo
Conducili sul fatto; ordina che abbiano
Cioccolata, Caffè, vini, pvesciutti;
Cerca divertir tutti,
Mostra loro il giardino,
La galleria, le Camere: in effetto
Fa che resti contento il mio Masetto.
Hai capito?

Leporello

Ho capito. Andiam. (ai villani)

Masetto

Signor...

Don Giovanni

Cosa c’è?

Masetto

La Zerlina
Senza me non può star.

Leporello

In vostro loco
Ci sarà sua eccellenza, e saprà bene
Fare le vostre parti,

Don Giovanni

Oh! la Zerlina
È in man d’un cavalier. Va pur: fra poco
Ella meco verrà,

Zerlina

Va, non temere:
Nelle mani son io d’un Cavaliere.

Masetto

E per questo...

Zerlina

E per questo
Non c’è da dubitar...

Masetto

Ed io, cospetto!...

Don Giovanni

Olà, finiam le dispute; se subito.
Senz’altro replicar, non te ne vai, (mostrandogli la spada)
Masetto, guarda ben, ti pentirai.

Masetto

Ho capito, signor si!(a Don Gio.)
Chino il capo, e me ne vo.
Giacché piace a voi così.
Altre repliche non fo.
Cavalier voi siete già,
Dubitar non posso affè,
Me lo dice la bontà
Che volete aver per me.
Bricconaccia, malandrina, (a Zer. a parte)
Fosti ognor la mia ruìna.
Vengo, vengo! (a Lep.) Resta, resta! (a Zer.)
È una cosa molto onesta,
Faccia il nostro cavaliere
Cavaliere ancora te.
(Masetto parte con Leporello ed i Contadini).

Scena ix.
Don Giovanni e Zerlina.

Don Giovanni

Alfin siamo liberati,
Zerlinetta gentil, da quel scioccone.
Che ne dite, mio ben, so far pulito?

Zerlina

Signore, è mio marito...

Don Giovanni

Chi! colui?
Vi par che un onest’uomo,
Un nobil cavalier, com’io mi vanto.
Possa soffrir che quel visetto d’oro,
Quel viso inzuccherato
Da un bifolcaccio vil sia strapazzato?

Zerlina

Ma, signore, io gli diedi
Parola di sposarlo.

Don Giovanni

Tal parola
Non vale un zero, Voi non siete fatta
Per esser paesana; un’altra sorte
Vi procuran quegli occhi bricconcelli,
Que’labbretti sì belli,
Quelle ditucce candide e odorose:
Parmi toccar giuncata e fiutar rose.

Zerlina

Ah!... non vorrei...
Glo. Che non vorreste?
Alfine
Ingannata restar, lo so che rado
Colle donne voi altri cavalieri
Siete onesti e sinceri.

Don Giovanni

È un’impostura
Della gente plebea. La nobiltà
Ha dipinta negli occhi l’onestà.
Orsù, non perdiam tempo; in questo istante
Io vi voglio sposar.

Zerlina

Voi!

Don Giovanni

Certo, io.
Quel casinetto è mio; soli saremo,
E là, gioiello mio, ci sposeremo.
Là ci darem la mano.
Là mi dirai di sì,
Vedi non è lontano:
Partiam, ben mio, di qui.

Zerlina

(Vorrei, e non vorrei...
Mi trema un poco il cor..
felice, è ver, sarei;
Ma può burlarmi ancor).

Don Giovanni

Vieni, mio bel diletto!
Zar. (Mi fa pietà Masetto;.
Io cangerò tua sorte.

Zerlina

Presto... non son più forte.

A 2

Andiamo, andiam mio bene
A ristorar le pene
D’un innocente amor!
(s’incamminano verso il casino)

Scena x.
Donna Elvira e detti.

Donna Elvira

Fermati, scellerato! il ciel mi fece
Udir le tue perfidie. Io sono a tempo
Di salvar questa misera innocente
Dal tuo barbaro artiglio.

Zerlina

Meschina! cosa sento!

Don Giovanni

(Amor, consiglia).
Idol mio, non vedete (piano a D. Elvira)
Ch’io voglio divertirmi?

Donna Elvira

Divertirti,
È vero? divertirti... io so, crudele,
Come tu ti diverti.

Zerlina

Ma, signor cavaliere,
È ver quello ch’ella dice?

Don Giovanni

La povera infelice (piano a Zer.)
È di me innamorata,
E per pietà degg’io fingere amore,
Ch’io son: per mia disgrazia, uom di buon cuore.

Donna Elvira

Ah, fuggi il traditor!
Non lo lasciar più dir:
Il labbro è mentitor,
Fallace il ciglio.
Da’miei tormenti impara
A credere a quel cor,
E nasca il tuo timor
Dal mio periglio
(parte conducendo via Zerlina)

Scena xi.
Don Giovanni, poi Don Ottavio e Donn’Anna vestita a lutto.

Don Giovanni

Mi par ch’oggi il demonio si diverta
D’opporsi a’ miei piacevoli progressi;
Vanno mal tutti quanti.

Don Ottavio

Ahi ch’ora, idolo mio, son vani i pianti, (a D. Anna)
Di vendetta si parli... Oh don Giovanni!

Don Giovanni

(Mancava questo in ver!)

Donna Anna

Amico! a tempo
Vi ritroviam, avete core, avete
Anima generosa?

Don Giovanni

(Sta a vedere.
Che il diavolo le ha detto qualche cosa).
Qual domanda! perchè?

Don Ottavio

Bisogno abbiamo
Della vostra amicizia;

Don Giovanni

(Mi torna il fiato in corpo). Comandate...
I congiunti, i parenti,
Questa man, questo ferro, i beni, il sangue
Spenderò per servirvi.
Ma voi, bella donn’Anna,
Perchè così piangete?
II crudele chi fu che osò la calma
Turbar del viver vostro...

Scena xii.
Don Elvira e Detti.

Donna Elvira

Ah! ti ritrovo ancor, perfido mostro! (a D. Gio.)
Non ti fidar, o misera (a D. Au.)
Di quel ribaldo cor:
Me già tradì quel barbaro,
Te vuol tradire ancor.
A. O. (Cielo, che aspetto nobile!
Che dolce maestà!
Il suo dolor, le lagrime.
M’empiono di pietà).

Don Giovanni

La povera ragazza
È pazza, amici miei:
Lasciatemi con lei;
Forse si calmerà.

Donna Elvira

Ah! non credete al perfido
Restate, oh Dei, restate...

Don Giovanni

È pazza non badate...

Donna Anna y Don Ottavio

A chi si crederà?
(Certo moto - d’ignoto - tormento
Dentro l’alma girare mi sento,
Che mi dice - per quella infelice"
Cento cose che intender non sai.

Donna Elvira

(Sdegno, rabbia, dispetto, spavento
Dentro l’alma girare mi sento,
Che mi dice di quel traditore
Cento cose che intender non sa).

Don Ottavio

Io di qua non vado via (ad Anna)
Se non so com’è l’affar;
Anna. Non ha l’aria di pazzia (ad Ott.)
Il suo volto, il suo parlar.

Don Giovanni

(Se me ’n vado, si potria
Qualche cosa sospettar).

Donna Elvira

Ah! dal ceffo si potria (ad Anna e ad Ott.)
La ner’alma giudicar.

Don Ottavio

Dunque quella?... (a Gio.)

Don Giovanni

È pazzarella...
Anna. Dunque quegli?...

Donna Elvira

È un traditore.

Don Giovanni

Infelice!

Donna Elvira

Mentitore!

Donna Anna y Don Ottavio

Incomincio a dubitar, (passano dei Contadini)

Don Giovanni

Zitto, zitto, che la gente (piano ad Elv.)
Si raduna a noi d’intorno:
Siate un poco più prudente;
Vi farete criticar.

Donna Elvira

Non sperarlo, o scellerato:
Ho perduto la prudenza.
Le tue colpe ed il mio stato
Voglio a tutti palesar.

DONNA ANNA, DON OTTAVIO.

(Quegli accenti sì sommessi, Quel cangiarsi di colore, Son indizi troppo espressi Che mi fa determinar. (Elv. parte)

Don Giovanni

Povera sventurata! i passi suoi
Voglio seguir, non voglio
Che faccia un precipizio:
Perdonate bellissima, donn’Anna:
Se servirvi poss’io,
In mia casa v’aspetto: amici, addio!
(parte frettoloso)

Scena xiii.
Donn’Anna e Duca Ottavio.

Donna Anna

Don Ottavio... son morta!

Don Ottavio

Cos’è stato

Donna Anna

Per pietà, soccorretemi..,

Don Ottavio

Mio bene,
Fate coraggio.
Anna. Oh Dei! quegli è il carnefice
Del padre mio,..
Che dite?

Donna Anna

Non dubitate più. Gli ultimi accenti,
Che l’empio proferì, tutta la voce
Richiamar nel cor mio di quell’indegno
Che nel mio appartamento...

Don Ottavio

Oh ciel possibile
Che sotto il sacro patto d’amicizia?...
Ma, come fu narratemi.
Lo strano avvenimento,

Donna Anna

Era già alquanto
Avanzata la notte,
Quando nelle mie stanze, ove soletta
Mi trovai per sventura, entrar io vidi
In un mantello avvolto
Un uomo che al primo istante
Avea preso per voi;
Ma riconobbi poi
Che un inganno era il mio...

Don Ottavio

Stelle seguite.

Donna Anna

Tacito a me s’appressa,
E mi vuole abbracciar: sciogliermi cerco,
Ei più mi stringe: grido:
Non vien alcun; con una mano tenta
D’impedirmi la voce.
E coll’altra m’afferra
Stretta così, che già mi credo vinta.

Don Ottavio

Perfido!... alfin?...

Donna Anna

Alfin il duol, l’orrore
Dell’infame attentato
Accrebbe sì la lena mia, che a forza
Di svincolarmi, torcermi e piegarmi,
Da lui mi sciolsi.

Don Ottavio

Ohimè! respiro

Donna Anna

Allora
Rinforzo i stridi miei, chiamo soccorso.
Fugge il fellon; arditamente il seguo
Fin nella strada per fermarlo, e sono
Assalitrice ed assalita: il padre
V’accorre; vuol conoscerlo, e l’iniquo.
Che del povero vecchio era più forte,
Compie il misfatto suo col dargli morte.
Or sai chi l’onore
Rapire a me volse;
Chi fu il traditore’
Che il padre’ mi tolse;
Vendetta ti chieggio,
La chiede il tuo cor.
Rammenta la piaga
Del misero seno:
Rimira di sangue
Coperto il terreno.
Se l’ira in te languc
D’un giusto furor.
(partono)

Scena xiv.
Leporello, poi Don Giovanni.

Leporello

Io deggio, ad ogni patto,
Per sempre abbandonar questo bel matto.
Eccolo qui: guardate
Con quale indifferenza se ne viene!

Don Giovanni

Oh Leporello mio! va tutto bene.

Leporello

Don Giovannino mio! va tutto male.

Don Giovanni

Come va tutto male?

Leporello

Vado a casa.
Come voi m’ordinaste,
Con tutta quella gente.

Don Giovanni

Bravo!

Leporello

A forza
Di chiacchiere, di vezzi e di bugie.
Che ho imparato si bene a star con voi.
Cerco di trattenerli...

Don Giovanni

Bravo!

Leporello

Dico
Mille cose a Masetto per placarlo,
Per torgli dal pensier la gelosia...

Don Giovanni

Bravo, in coscienza mia

Leporello

Faccio che bevano
E gli uomini e le donne:
Son già mezzo ubbriachi,
Altri canta, altri scherza,
Altri seguita a ber... In sul più bello.
Chi credete che capiti?

Don Giovanni

Zerlina?

Leporello

Bravo! e con lei chi venne?

Don Giovanni

Donn’Elvira?

Leporello

Bravo! e disse di voi?...

Don Giovanni

Tutto quel mal che in bocca le venia?

Leporello

Bravo, in coscienza mia!

Don Giovanni

E tu cosa facesti?

Leporello

Tacqui.

Don Giovanni

Ed ella?

Leporello

Seguì a gridar.

Don Giovanni

E tu?

Leporello

Quando mi parve
Che già fosse sfogata, dolcemente
Fuor dell’orto la trassi, e con bell’arte,
Chiusa la porta a chiave,
Io di là mi cavai,
E su la via soletta la lasciai.

Don Giovanni

Bravo! bravo! arcibravo!
L’affar non può andar meglio. Incominciasti,
Io saprò terminar; troppo mi premono
Queste contadinotte:
Le voglio divertir finchè vien notte.
Finchè dal vino
Calda han la testa
Una gran festa
Fa preparar.
Se trovi in piazza,
Qualche ragazza,
Teco ancor quella
Cerca menar.
Senza alcun ordine
La danza sia:
Chi ’l minuetto,
Chi la follia,
Chi l’alemanna
Farai ballar.
Ed io frattanto
Dall’altro canto
Con questa e quella
Vo’amoreggiar.
Ah! la mia lista
Doman mattina
D’una diecina
Devi aumentar. (partono)

Scena Xv.
Giardino e casino di Don Giovanni.
Zerlina, Masetto e Contadini.

Zerlina

Masetto... senti un po’.. Masetto, dico...

Masetto

Non mi toccar.

Zerlina

Perchè?

Masetto

Perchè, mi chiedi?
Perfida! il tutto sopportar dovrei
Da una mano infedele?

Zerlina

Ah! no! taci, crudele!
Io non merto da te tal trattamento.

Masetto

Come! ed hai l’ardimento di scusarti?
Star sola con un uom! abbandonarmi
Il dì delle mie nozze porre in fronte
Ad un villan d’onore
Questa marca d’infamia!... Ah! se non fosse,.
Se non fosse lo scandalo, vorrei...

Zerlina

Ma se colpa io non ho: ma se da lui
Ingannata rimasi; e poi, che temi?
Tranquillati, mia vita,
Non mi toccò la punta delle dita.
Non me lo credi?... Ingrato!
Vien qui, sfogati, ammazzami, fa tutto
Di me quel che ti piace,
Ma poi, Masetto mio, ma poi fa pace
Batti, batti, o bel Masetto
La tua povera Zerlina:
Starò qui come agnellina
Le tue botte ad aspettar.
Lascerò straziarmi il crine,
Lascerò cavarmi gli occhi;
E le care tue manine
Lieta poi saprò baciar.
Ah! lo vedo, non hai core;
Pace, pace, o vita mia!
In contenti ed allegria
Notte e dì vogliam passar.
(parte)

Scena xvi.
Masetto, poi Don Giovanni, di dentro e di nuovo Zerlina.

Masetto

Guarda un po’ come seppe
Questa strega sedurmi! Siamo pure
I deboli di testa!

Don Giovanni

Sia preparato il tutto a una gran festa.

Zerlina

Ah! Masetto, Masetto, odi la voce
Del monsù. cavaliero!...

Masetto

Ebben, che c’è?

Zerlina

Verrà...

Masetto

Lascia, che venga.

Zerlina

Ah! se vi fosse
Un buco da fuggir...

Masetto

Di cosa temi?
Perchè diventi pallida?... Ah! capisco:
Capisco, bricconcella.
Hai timor ch’io comprenda
Com’è tra voi passata la faccenda.
Presto, presto... pria che venga,
Por mi vo da questo lato...
C’è una nicchia... qui celato
Cheto, cheto mi vo’ star.

Zerlina

Senti, senti... dove vai?
Non t’oscondere, Masetto.
Se ti trova, poveretto.
Tu no sai quelche può far.

Masetto

Faccia, dica quel che vuole.

Zerlina

Ah no giova le parole... (sottovoce)

Masetto

Parla forte, e qui t’arresta.

Zerlina

Che capriccio hai nella testa!

Masetto

(Capirò se m’è fedele,
E in qual modo andò l’affar.) (si nasconde)

Zerlina

Quel ingrato, quel crudele
Oggi vuol precipitar)

Scena xvii.
Don Giovanni, Contadini e Servi.
Zerlina, e Masetto nascosto.

Don Giovanni

Su, svegliatevi: da bravi!
Su, coraggio, o buona gente.
Vogliam stare allegramente,
Vogliam ridere e scherzar.

Coro

Su, svegliatevi, ecc.

Don Giovanni

Alla stanza - della danza
Conducete tutti quanti, (a servi.)
Ed a tutti in abbondanza
Gran rinfreschi, fate dar.

Coro

Su svegliamoci, ecc. (partendo coi servi)

Scena xviii.
Don Giovanni, Contadini, Zerlina, e Masetto nascosto.

Zerlina

Tra questi alberi celata
Si può dar che non mi veda, (vuol nascondersi)

Don Giovanni

Zerlinetta mia garbata.
Ti ho già vista, non scappar, (la prende)

Zerlina

Ah! lasciatemi andar via...

Don Giovanni

No, no, resta, gioia mia!

Zerlina

Se pietade avete in core!...

Don Giovanni

Idol mio! son tutto amore...
Vieni un poco in questo loco
Fortunata io ti vo far,

Zerlina

(Ah! se vede il sposo mio,
So ben io quel che può far.)

Don Giovanni

Masetto! (Gio. scuopre Masetto)

Masetto

Sì, Masetto

Don Giovanni

E ascoso lá, perchè?
La bella tua Zerlina
Non puote, poverina!
Più star senza di te.

Masetto

Capisco, sì signore. (iron.)

Don Giovanni

Adesso fate core.
I suonatori udite:
Venite omai con me.

Masetto y Zerlina

Sì sì facciamo core,
Ed a ballar cogli altri
Andiamo tutti tre. (partono)

Scena xix.
(Si va facendo notte)
Duca Ottavio, Donn’Anna e Donna Elvira in bautta; poi Leporello e don Giovanni alla finestra

Donna Elvira

Bisogna aver coraggio,
O cari amici miei,
E i suoi misfatti rei
Scoprir potremo allor

Don Ottavio

L’amica dice ben:
Coraggio aver conviene.
Di scaccia, o vita mia (ad’A.)
L’affanno ed il timor.

Donna Anna

Il passo e periglioso,
Può nascer qualche imbroglio
Temo pel caro sposo,
E per voi temo ancor (ad’E)

Leporello

Signor guardate un poco
Che maschere galanti!

Don Giovanni

Falle passare avanti,
Di che ci fanno onor,

DONNA ANNA, DON OTTAVIO.

(Al volto ed alla voce

Don Ottavio y Donna Elvira

Si scopre il traditor.

Leporello

Psi, psi, Signore maschere
psi, psi...

Donna Anna y Donna Elvira

Via rispondete.

Leporello

Psi... psi... (ad Ottavio)

Don Ottavio

Cosa chiedete?

Leporello

Al ballo, se vi piace,
V’invita il mio signore.

Don Ottavio

Grazie di tant’onore.
Andiam compagne belle.

Leporello

(L’amico anche su quelle
Prova farà d’amor.)

(Entra e chiude la finestra)

A. Ot. Protegga il giusto cielo
Il zelo del mio cor.

Donna Elvira

Vendichi il giusto cielo
Il mio tradito amor. (entrano)

Scena xx.
(Sala nella casa di Don Giovanni.)
Don Giovanni, Leporello, Zerlina, Masetto,
villani e villane.

Don Giovanni

Riposate, vezzose ragazze.

Leporello

Rinfrescatevi, bei giovinotti.

Don Giovanni y Leporello

Tornerete a far presto le pazze,
Tornerete a scherzare, a ballar.

Don Giovanni

Ehi! caffè.

Leporello

Cioccolata.

Don Giovanni

Sorbetti.

Masetto

Ah! Zerlina, giudizio! (piano a Zerlina)

Leporello

Confetti.

Masetto y Zerlina

Troppo dolce comincia la scena,
In amaro potria terminar.
(vengono portati e distribuiti i rinfreschi)

Don Giovanni

Sei pur vaga e brillante, Zerlina! (prendendola per mano)

Zerlina

Sua bontà.

Masetto

(La briccona fa festa.)

Leporello

Sei pur cara, Giannotta, Sandrina! (imitando D.Gio.)

Masetto

(Tocca pur; che ti cada la testa) (Guardando Gio.)

Zerlina

(Quel Masetto mi par stralunato.
Brutto brutto si fa quest’affar.)

DON GIOVANNI, LEPORELLO.

(Quel Masetto mi par stralunato, Qui bisogna cervello adoprar.) Scena xxi. Duca Ottavio, Donn’Anna, Donna Elvira, e Detti.

Leporello

Venite pur avanti.
Vezzose mascherette.

Don Giovanni

È aperto a tutti quanti.

Tutti

Viva la libertà!

Donna Anna y Don Ottavio

Siam grati a tanti segni
e Elv. Di generosità.

Don Giovanni

Ricominciate il suono.
Tu accoppio i ballerini. (a Lep.)
Meco tu dei ballare,
Zerlina, vien pur qua.

Leporello

Da bravi, via ballate. (ballando)

Donna Elvira

Quella è la contadina. (ad Anna)

Donna Anna

Io moro! (ad Ottavio)

Don Ottavio

Simulate!

Leporello y Masetto

Va bene in verità! (con ironia)

Don Giovanni

A bada tien Masetto. (a Lep.)
Il tuo compagno io sono,
Zerlina, vien pur qua..

Leporello

Non balli, poveretto?
Vien qua, Masetto caro,
Facciam quel ch’altri fa (fa ballare a forza Mas.)

Masetto

No, no, ballar non voglio.

Leporello

Eh! balla, amico mio.

Donna Anna

Resister non poss’io! (ad Ott.)

Don Ottavio y Donna Elvira

Fingete, per pietà. (ad Anna)

Don Giovanni

Vieni con me, mi vita... (ballando conduce via Zer.)

Zerlina

Oh Numi! son tradita!..,

Masetto

Lasciami... Ah... no... Zerlina?
(entra sciogliendosi da Lep.)

Leporello

(Qui nasce una ruina.) (entra)

Donna Anna y Donna Elvira y Don Ottavio

L’iniquo da se stesso
Nel laccio se ne va. (fra loro)

Zerlina

Gente!... aiuto!... aiuto! gente?

Donna Anna y Donna Elvira y Don Ottavio

Soccorriamo l’innocente... (i suonatori partono)

Masetto

Ah! Zerlina!...

Zerlina

Scellerato! (di dentro)

Donna Anna y Don Ottavio y Donna Elvira

Ora grida da quel lato...
Ah! gettiamo giù la porta...

Zerlina

Soccorretemi, o son morta!...

Donna Anna y Don Ottavio y Donna Elvira

e Mas.
Siam qui noti per tua difesa.

Don Giovanni

(esce colla spada in mano, conducendo per un braccio
Lep., e finge di non poterla sguainare per ferirlo)
Ecco il birbo che t’ha offesa,
Ma da me la pena avrà.
Mori iniquo!
Lep Ah! cosa fate?...
Mori, dico....

Don Ottavio

(cavando una pistola) No ’l sperate...

DONNA ANNA, DON OTTAVIO, DONNA ELVIRA.

(L’empio crede con tal frode Di nasconder l’empietà.) (si cavano la maschera

Don Giovanni

Donn’Elvira!

Donna Elvira

Sì, malvagio!

Don Giovanni

Don Ottavio!

Don Ottavio

Sì, signore!

Don Giovanni

Ah! credete.,.. (Ad Anna)

Donna Anna

Traditorei

Zerlina y Masetto

Tutto, tutto già si sa.
Tutti, fuorchè Gio. e Lep.
Trema, trema, o scellerato.
Saprà tosto il mondo intero
Il misfatto orrendo e nero.
La tua fiera crudeltà,
Odi il tuon della vendetta
Che ti fischia intorno intorno:
Sul tuo capo in questo giorno
Il suo fulmine cadrà.

Don Giovanni y Leporello

Non so / sa più quel ch’io mi / ei si faccia
È confusa la mia / sua testa,
E un’orrìbile tempesta
Minacciando già mi / lo va!
Ma non manca in me / lui coraggio.
Non mi perdo / si perde o mi confondo: / si confonde:
Se cadesse ancora il mondo,
Nulla mai temer mi / lo fa.

Atto secondo

Atto Secondo

Scena prima.
Recinto d’antico castello come nell’atto primo.
Don Giovanni, con un mandolino in mano e Leporello.

Don Giovanni

Eh via, buffon, non mi seccar.

Leporello

No, no, padrone, non vo’ restar.

Don Giovanni

Sentimi, amico...

Leporello

Vo’ andar, vi dico...

Don Giovanni

Ah, che ti ho fatto - che vuoi lasciarmi?

Leporello

Oh, niente affatto! - quasi ammazzarmi.

Don Giovanni

Va che sei matto, - fu per burlar.

Leporello

Ed io non burlo, - ma voglio andar.

Leporello

Signore.

Don Giovanni

Vien qui, facciamo pace. Prendi...

Leporello

Cosa?

Don Giovanni

Quattro doppie. (gli da del denaro)

Leporello

Oh! sentite:
Per questa volta ancora
La cerimonia accetto;
Ma non vi ci avvezzate; non credete
Di sedurre i miei pari, (Prendendo la borsa)
Come le donne, a forza di danari.

Don Giovanni

Non parliam più di ciò. Ti basta l’animo
Di far quel ch’io ti dico?

Leporello

Purché lasciam le donne,

Don Giovanni

Lasciar le donne? Sai ch’elle per me
Son necessarie più del pan che mangio,
Più dell’aria che spiro?

Leporello

E avete core
D’ingannarle poi tutte?

Don Giovanni

È tutto amore.
Chi a una sola è fedele,
Verso l’altre è crudele.
Io che in me sento.
Sì esteso sentimento,
Vo’ bene a tutte quante.
Le donne poi, che calcolar non sanno,
il mio buon natural chiaman inganno.

Leporello

Non ho veduto mai
Naturale più vasto e più benigno.
Orsù, cosa vorreste?

Don Giovanni

Odi. Vedi tu la cameriera
Di donn’Elvira?

Leporello

Io no

Don Giovanni

Non hai veduto
Qualche cosa di bello,
Caro il mio Leporello! Or io con lei
Vo’ tentar la mia sorte, ed ho pensato,
Giacchè siam verso sera.
Per aguzzarle meglio l’appetito
Di presentarmi a lei col tuo vestito.

Leporello

E perché non potreste
Presentarvi col vostro?

Don Giovanni

Han poco credito
Con gente di tal rango
Gli abiti signorili. (si cava il mantello)
Sbrigati, via.

Leporello

Signor, per più ragioni...

Don Giovanni

Finiscila, non soffro opposizioni.
(fanno cambio del mantello e del cappello)

Scena ii.
Don Giovanni, Leporello e Donna Elvira alla finestra della locanda

Donna Elvira

Ah! taci, ingiusto core,
Non palpitarmi in seno.
È un empio, un traditore
È colpa aver pietà.

Leporello

Zitto... di donn’Elvira,
Signor, la voce io sento.

Don Giovanni

Cogliere io vo’ il nomento.(come sopra)
Tu fermati un po’ là..
Elvira, idolo mio!...

Donna Elvira

Non e costui l’ingrato?

Don Giovanni

Sì, vita mia, son io.(Gio. si mette dietro a

Leporello

e parla ad Elv.)
E chieggo carità.

Donna Elvira

(Numi, che strano affetto
Mi si risveglia in petto!)

Leporello

(State a veder la pazza,
Che ancor gli crederà!)

Don Giovanni

Discendi, gioia bella!
Vedrai che tu sei quella
Che adora l’alma mia:
Pentito io son già.

Donna Elvira

No, non ti credo, o barbaro.

Don Giovanni

O credemi, o m’uccido.

Leporello

Se seguitate, io rido. (sottovoce)

Don Giovanni

Idolo mio! vien qua.

Donna Elvira

(Dei, che cimento è questo!
Non so s’io vado o resto....
Ah! proteggete, o numi,.
La mia credulità.)(entra)

Don Giovanni

(Spero che cada presto;
Che bel colpetto è questo!
Più fertile talento
Del mio, no, non si dà.)

Leporello

Già quel mendace labbro
Torna a sedur costei.
Deh! proteggete, o Dei,
La sua credulità.)

Don Giovanni

Amico, che ti par?

Leporello

Mi par che abbiate
Un’anima di bronzo.

Don Giovanni

Va là che se’ il gran gonzo. - Ascolta bene:
Quando costei se’ viene,
Tu corri ad abbracciarla.
Falle quattro carezze,
Fingi la voce mia; poi con bell’arte,
Cerca teco condurla in altra parte,

Leporello

Ma, signor...

Don Giovanni

Non più repliche.

Leporello

Ma se poi mi conosce?

Don Giovanni

Non ti conoscerà, se tu non vuoi.
Zitto: ell’apre; giudizio. (va in disparte)

Scena iii.
Donna Elvira, e detti.

Donna Elvira

Eccomi a voi.

Don Giovanni

(Veggiamo che farà.)

Leporello

(Che bell’imbroglio)

Donna Elvira

Dunque creder potrò che i pianti miei
Abbian vinto quel cor? Dunque pentito,.
L’amato don Giovanni al suo dovere
E all’amor mio ritorna?

Leporello

(alterando sempre la voce) Sì, carina!

Donna Elvira

Crudele! se sapeste
Quante lacrime e quanti
Sospir voi mi costaste!

Leporello

Io? vita mia!

Donna Elvira

Voi.

Leporello

Poverina, quanto mi dispiace!

Donna Elvira

Mi fuggirete più?

Leporello

No, muso bello!

Donna Elvira

Sarete sempre mio!

Leporello

Sempre.

Donna Elvira

Carissimo!

Leporello

Carissima! (La burla mi dà gusto.)

Donna Elvira

Mio tesoro!

Leporello

Mia Venere!

Donna Elvira

Son per voi tutta foco.

Leporello

Io tutto cenere.

Don Giovanni

(Il birbo si riscalda.)

Donna Elvira

E non mi ingannerete?

Leporello

No, sicuro.

Donna Elvira

Giuratelo.

Leporello

Lo Giuro a questa mano.
Che bacio con trasporto, a que’ bei lumi

Don Giovanni

(fingendo di uccidere qualcheduno)
Ah! eh! ih! ah! ih! ah! sei morto...

Donna Elvira

(fuggendo con Lep.) Oh Numi!

Don Giovanni

Ih! ah! Par che la sorto (ridendo)
Mi secondi. Veggiamo:
Le finestre son queste. Ora cantiamo. (canta,
accompagnandosi col mandolino)
Deh! vieni alla finestra, o mio tesoro,
Deh! vieni a consolar il pianto mio.
Se nieghi a me di dar qualche ristoro,
Davanti agli occhi tuoi morir vogl’io.
Tu che ai la bocca dolce più del miele
Tu che il zucchero porti in mezzo al core,
Non esser, gioia mia, con me crudele,
Lasciati almen veder, mio bell’amore!
V’è gente alla finestra. Forse è dessa...
Psi, psi...

Scena. iv.
Masetto e Contadini armati di fucili e Bastoni; Don Giovanni.

Masetto

Non ci stanchiamo, amici. Il cor mi dice
Che trovarlo dobbiam.

Don Giovanni

(qualchuno parla)

Masetto

Fermatevi: mi pare (ai contadini)
Che alcuno qui si muova.

Don Giovanni

(Se non fallo è Masetto.)

Masetto

Chi va la?... Non risponde. (ai suoi)
Animo, schioppo al muso
Chi va là?

Don Giovanni

(Non è solo:
Ci vuol giudizio.) Amico, (cerca di imitare la voce
(Non mi voglio scoprir,) Sei tu Masetto? di Leporello)

Masetto

Appunto quello. E tu? (in collera)

Don Giovanni

Non mi conosci? Il servo
Son io di don Giovanni.

Masetto

Leporello!
Servo di quell’indegno cavaliere!

Don Giovanni

Certo di quel briccone

Masetto

Di quell’uom senza onore! Ah dimmi un poco
Dove possinm trovarlo?
Lo cerco con costor per trucidarlo

Don Giovanni

(Bagattelle! Bravissimo Masetto!
Anch’io con voi m’unisco.
Per fargliela a quel birbo di padrone.
Ma udite un po’ qual è la mia intenzione.
Metà di voi qua vadano.
E gli altri vadan là.
E pian pianin lo cerchino,
Lontan non sta di qua.
Se un uom e una ragazza
Passeggian per la piazza
Se sotto a una finestra
Fare all’amor sentite,
Ferite pur, ferite,
Il mio padron sarà!
In testa ha un gran cappello
Con candidi pennacchi,
Addosso un gran mantello,
E spada al fianco egli ha
Andate fate presto! (al contad.)
Tu sol verrai con me (a Mas.)
Noi far dobbiamo il resto,
E già vedrai cos’è.
(partono i contadini da opposte vie)

Scena v.
Don Giovanni e Masetto.

Don Giovanni

Zitto.. Lascia ch'io senta... Ottimamente, (essendosi
assicurato che i contadini sono già lontani)
Dunque dobbiam ucciderlo?

Masetto

Sicuro.

Don Giovanni

E non ti basterà rompergli l'ossa,
Fracassarli le spalle?

Masetto

No, no; voglio ammazzarlo,
Vo farlo in cento brani,

Don Giovanni

Hai buon’arme?

Masetto

Cospetto,
Ho pria questo moschetto,
E poi questa pistola.

Don Giovanni

(disarmandolo) E poi?

Masetto

Non basta?

Don Giovanni

Oh! basta, certo. Or prendi: (bastonandolo)
Questa, per la pistola;
Questa, per il moschetto...

Masetto

Ahi! ahi!.... la testa mia!...

Don Giovanni

Taci, o t’uccido...
Questa, per ammazzarlo,
Questa, per farlo in brani,
Villano! mascalzon! ceffo da cani! (Masetto cade, e
parte)

Scena vi.
Masetto, indi Zerlina con lanterna.

Masetto

Ahi! ahi! la testa mia!
Ahi! ahi! le spalle e il petto.!

Zerlina

Mi par sentir la voce di Masetto.

Masetto

Oh Dio! Zerlina... oh Dio!

Zerlina

mia, soccorso.
Cosa è stato?

Masetto

L’iniquo, il scellerato
Mi ruppe l'ossa e i nervi.

Zerlina

Oh poveretta me! chi?

Leporello

O qualche diavol che somiglia a lui.

Zerlina

Crudel! non te ’l diss’io.
Che con questa tua pazza gelosia
Ti ridurresti a qualche brutto passo?
Dove ti duole?

Masetto

Qui.

Zerlina

E poi?

Masetto

Qui ancora.

Zerlina

E poi non ti duole altro?

Masetto

Duolmi un poco
Questo pie, questo braccio, e questa mano.

Zerlina

Via, via, non è gran mal, se il resto è sano
Vientene meco a casa:
Purché tu mi prometta
D’essere men geloso,
Io, ti guarirò, caro il mio sposo.
Vedrai, carino,
Se sei tuonino,
Che bel rimedio
Ti voglio dar.
E naturale,
Non da disgusto,
E lo speziale
Non lo sa far.
E un certo balsamo,
Che porto addosso,
Dare te ’l posso
Se ’l vuoi provar.
Saper vorresti
Dove mi sta:
Sentilo battere,
Toccami qua.
(gli fa toccare il cuore, poi partono)

Scena vii.
Atrio come nell’atto primo.
Donna Elvira e Leporello.

Leporello

Di molte faci il lume (fingendo la voce del padrone)
S’avvicina, o mio ben, stiamo qui un poco
Finché da noi si scosta.

Donna Elvira

Ma che temi
Adorato mio sposo?

Leporello

Ah! non lasciarmi.
Certi riguardi... lo vo’ veder se il lume
È già lontano. (Come
Da costei liberarmi?)
Rimani, anima mia...

Donna Elvira

Ah! non lasciarmi.
Sola, sola, in buio loco,
Palpitare il cor mi sento,
E m’assale un tal spavento
Che mi sembra di morir

Leporello

(Più che cerco, men ritrovo (andando a
Questa porta sciagurata tentone)
Piano, piano, l’ho trovata:
Ecco il tempo di fuggir.) (sbaglia l’uscita)

Scena viii.
Donn’Anna, Duca Ottavio, Servi con lumi e Detti.

Donna Elvira

al venir de’ lumi si ritira in un angolo, e Lep.
in un’altro)

Don Ottavio

Tergi il ciglio, o vita mia.
E dà calma al tuo dolore.
L’ombra omai del genitore
Più non vuole il tuo martir.

Donna Anna

Lascia almeno alla mia pena
Questo piccolo ristoro.
Sol la morte, o mio tesoro,
Il mio pianto può finir!

Donna Elvira

(Ah! dovè lo sposo mio?) (senza esser vista)

Leporello

(Se mi trovan son perduto.)

Donna Elvira y Leporello

Ma la porta là vegg’io.
Chetao chetao io vo’ partir.
(Lep. nell’uscir s’incontra con Mas. e Zer.

Scena ix.

Masetto

con bastone Zerlina e Detti

Masetto y Zerlina

Ferma, briccone! Dove te ’n vai? (Lep. s’asconde
Ecco il fellone... la faccia)

Donna Anna y Don Ottavio

Com’era qua!
Ah! mora il perfido che m’ha tradito.

Donna Elvira

È mio marito... Pietà! pietà!..

Donna Anna y Zerlina y Don Ottavio

e Mas.
È donn’Elvira quella ch’io vedo?
Appena il credo... No no, morrà.

Leporello

Perdon, perdono - signori miei;
Quello non sono - sbaglia costei...
Viver lasciatemi per carità?
Gli altri Dei! Leporello!... Che inganno è questo?
Stupidoa resto! - che mai sarà?
(Mille torbidi pensieri
Mi s’aggiran per la testa...
Se mi salvo in tal tempesta
E un prodigio in verità.)
Gli altri (Mille torbidi pensieri
Mi s’aggiran per la testa..
Che giornata, ho cielo, e questa!
Che impensata novità!) (Anna parte)

Zerlina

Dunque quello sei tu che il mio Masetto (a Lep. con
Poco fa crudelmente maltrattasti? furia)

Donna Elvira

Dunque tu m’ingannasti, o scellerato,
Spacciandoti con me per don Giovanni?

Don Ottavio

Dunque tu in questi panni
Venisti qui per qualche tradimento!

Donna Elvira

A me tocca punirti.

Zerlina

Anzi a me.

Don Ottavio

Tocca a me.

Masetto

Accoppatelo meco tutti tre.

Leporello

Ah! pietà, signori miei
Do ragione a voi.., a lei...
Ma il delitto mio non è.
Del padron la prepotenza
L’innocenza mi rubò
Donna Elvira! compatite,
Voi capite come andò.
Di Masetto non so nulla,
Vel dirà questa fanciulla.
È un’oretta incirca incirca
Che con lei girando vo.
A voi, signore! non dico niente...
Certo timore... certo accidente...
Di fuori chiaro... di dentro oscuro...
Non e’ è riparo... la porta, il muro...
Io me ne vado verso quel lato...
Poi qui celato, l’affar si sa...,
Ma, s’io sapeva, fuggia per qua!...
(fugge disperatamente)

Scena x
Duca Ottavio, Donna Elvira, Zerlina e Masetto

Donna Elvira

Ferma, perfido! ferma...

Masetto

Il birbo ha l’ali a’ piedi...

Zerlina

Con qual arte
Si sottrasse l’iniquo!

Don Ottavio

Amici miei!
Dopo eccessi sì enormi,
Dubitar non possiam che Don Giovanni
Non sia l’empio uccisore
Del padre di donn’Anna. In questa casa
Per poche ore fermatevi: un ricorso
Vo’ far a chi si deve, e in pochi istanti
Vendicarvi prometto;
Così vuole il dover, pietade e affetto.
Il mio tesoro intanto
Andate a consolar
E dal bel ciglio il pianto
Cercate d’asciugar.
Ditele che i suoi torti
A vendicar io vado;
Che sol di stragi e morti
Nunzio vogl’io tornar, (part.)

Scena xi
Zerlina nel partire s’incontra in Leporello.

Zerlina

Restati qua. (lo ferma, pel vestito)

Leporello

Per carità, Zerlina.

Zerlina

Eh! non c’è carità pei pari tuoi!

Leporello

Dunque cavar mi vuoi?,..

Zerlina

I capelli, la testa, il core e gli occhi!

Leporello

Senti, carina mia.!

Zerlina

Guai se mi tocchi!
Vedrai, schiuma de’ birbi,
Qual premio n’ha chi le ragazze ingiuria,

Leporello

(Liberatemi, o Dei, da questa furia!)

Zerlina

Masetto, olà, Masetto! (chiama verso la scena)
Dove diavolo è ito... servi, gente.
Nessun vien.... nessun sente.

Leporello

Fa piano per pietà, non strascinarmi
A coda di cavallo.

Zerlina

Vedrai, vedrai, come finisce il ballo!
Presto quà quella sedia.

Leporello

Eccola!

Zerlina

Siedi

Leporello

Stanco non son.

Zerlina

(tira fuori dalla saccoccia un rasoio)
Siedi, o con queste mani
Ti strappo il cor, e poi lo getto ai cani.

Leporello

Siedo, ma tu di grazia
Metti giù quel rasoio:
Mi vuoi forse sbarbar?

Zerlina

Sì, mascalzone,
Io ti vo’senza sapone.

Leporello

Eterni Dei!

Zerlina

Dammi la man! (Lep. esita
La mano.
L’altra. (minacciandolo)

Leporello

Ma che vuoi farmi?

Zerlina

Voglio far... voglio far quello che parmi!

Leporello

Per queste tue manine
Candide e tenerelle,
Per questa fresca pelle,
Abbi pietà di me!

Zerlina

Non v’è pietà briccone,
Son una tigre irata,
Un aspide, un leone,
No, no, non v’è pietá.

Leporello

Ah! di fuggir si provi...

Zerlina

Sei morto se ti muovi.

Leporello

Barbari ingiusti dei!
In mano di costei
Chi capitar mi fè!

Zerlina

Barbaro traditore! (lo lega con una corda sulla sedia)
Del tuo padrone il core
Avessi qui con te.
L. Deh! non mi stringer tanto,
L’anima mia sen va.
Z. Sen vada o resti, intanto
Non partirai di qua!
L. Che strette, o Dei,che botte!
È giorno ovver è notte?
Che scosse di tremuoto!
Che buia oscurità!
Di gioia e di diletto
Sento brillarmi il petto,
Così, così, cogli uomini,
Così, così si fa. (parte)

Scena xii.
leporello seduto e legato.
(ad un contadino che passa in fondo della scena)
Amico, per pietà, un po’d’acqua fresca,
O ch’io mi moro! Guarda come stretto
Mi legò l’assassina!
Se mi potessi liberar coi denti...
Venga il diavolo a disfar questi gruppi!
Io vo’ veder di rompere la corda...
Come è forte! Paura della morte,
E tu Mercurio, protettor de’ladri,
Proteggi un galantuom.
Coraggio! (fa sforzi per sciogliersi, ma non vi riesce
Bravo! Pria che costei ritorni del tutto)
Bisogna dar di sprone alle calcagna,
E strascinar se occorre una montagna.
(corre via trascinando seco la sedia)

Scena xiii.
Donna Elvira e Zerlina

Zerlina

Signora, andiam. Vedrete in qual maniera
Ha concio il scellerato.

Donna Elvira

Ah! sopra lui si sfoghi il mio furor.

Zerlina

Stelle! in qual modo si salvò il briccone?

Donna Elvira

L’avrà sottratto l’empio suo padrone.

Zerlina

Fu desso senza fallo: anche di questo
Informiam don Ottavio: a lui si aspetta
Fa per noi tutti, o domandar vendetta. (partono)

Scena xiv
Recinto con statua del Commendatore, Don Giovanni poi Leporello.

Don Giovanni

Ah! ah! ah! questa è buona! (ridendo)
Or lasciala cercar. Che bella notte!
È più chiara del giorno; sembra fatta
Per gire a zonzo a caccia di ragazze.
È tardi. Oh! ancor non sono (guarda l’orologio)
Due della notte. Avrei
Voglia un po’ di saper com’è finito
L’affar tra Leporello e donn’Elvira.
S’egli ha avuto giudizio...

Leporello

Alfin vuole ch’io faccia un precipizio.
(È desso.) Leporello!
Chi mi chiama?

Don Giovanni

Non conosci il padrone?

Leporello

Così no ’l conoscessi!

Don Giovanni

Come, birbo?

Leporello

Ah! siete voi scusate.

Don Giovanni

Cos’è stato?
Per cagion vostra io fui quasi accoppato.
Ebben non era questo
Un onore per te?

Leporello

Signor, ve ’l dono.

Don Giovanni

Via, via, vien qua. Che bella
Cosa ti deggio dire!

Leporello

Ma cosa fate qui?

Don Giovanni

Vieni, e 11 saprai,
Di tante storielle.
Che accadute mi son da che partisti,
Ti dirò un’altra volta: or la più bella
Ti vo’ solo narrar.

Leporello

Donnesca al certo.
(rende il cappello ed il mantello al padrone e riprende
quelli che aveva seco cambiato)

Don Giovanni

C’è dubbio? una fanciulla
Bella, giovin, galante
Per la strada incontrai; le vado appresso,
La prendo per la man; fuggir mi vuole,
Dico poche parole: ella mi piglia
Sai per chi?

Leporello

Non lo so.

Don Giovanni

Per Leporello.

Leporello

Per me?

Don Giovanni

Per te.

Leporello

Va bene,

Don Giovanni

Per la mano
Essa allora mi prende.

Leporello

Ancora meglio

Don Giovanni

M’accarezza, m’abbraccia.
Caro il mio Leporello!
Leporello mio caro!... Allor m’accorsi
Ch’era qualche tua bella.

Leporello

(Oh maledetto!)

Don Giovanni

Dell’inganno approfitto; non so come
Mi riconosce: grida; sento gente,
A fuggire mi metto, e, pronto pronto,
Per quel muretto in questo loco io monto

Leporello

E mi dite la cosa
Con tale indifferenza?’

Don Giovanni

Perchè no?

Leporello

Ma se fosse
Costei stata mia moglie?

Don Giovanni

(ridendo forte) Meglio ancora!

Commendatore

Di rider finirai pria dell’aurora.

Don Giovanni

Chi ha parlato? (a Lep.)

Leporello

(estremamente impaurito) Ah! qualche anima
Sarà dall’altro mondo.
Che vi conosce a fondo.

Don Giovanni

Taci, sciocco!
Chi va là? chi va la? (mette mano alla spada)

Commendatore

Ribaldo audace
Lascia a’ morti la pace.

Leporello

(tremando) Ve l’ho detto?...

Don Giovanni

Sarà qualcun di fuori,.
Che si burla di noi...
Ehi? del Commendatore
Non è questa la statua? Leggi un poco
Quella iscrizion.

Leporello

Scusate...
Non ho imparato a leggere
A’ raggi della luna.

Don Giovanni

Leggi, dico.

Leporello

Dell’empio, che mi trasse (leggendo)
Al duro Passo estremo
Qui Attendo la vendetta.... Udiste?... Io tremo:

Don Giovanni

Oh, vecchio buffonissimo!
Digli che questa sera
L’attendo a cena meco.

Leporello

Che pazzia! Ma vi par... Oh Dei! mirate
Che terribili occhiate egli ci da....
Par vivo... par che senta...
E che voglia parlar...

Don Giovanni

Orsù, va là.
O qui t’ammazzo: e poi ti seppellisco.

Leporello

Piano... piano... signore... ora ubbidisco.
O statua gentilissima
Del gran Commendatore...
Padron... mi trema il core,,.
Non pos....so... ter...mi...nar...

Don Giovanni

Finiscila, o nel petto
Ti metto - quest’acciar.
(Che gusto! che spassetto!
Lo voglio far tremar.)

Leporello

Che impiccio! - che capriccio!
Io sentomi gelar!
O statua gentilissima.
Benchè di marmo siate...
Ah! padron mio... mirate...
Che seguita... a guardar... ’

Don Giovanni

Morì...

Leporello

No, no... attendete...
Signor, il padron mio...
Badate ben... non io...
Vorria con voi cenar...
Ahi! ahi! che scena e questa!...
Oh ciel!... chinò la testa...

Don Giovanni

Va la che sei un baffone...

Leporello

Guardate ancor, padrone...

Don Giovanni

E che degg’io guardar?

Leporello

Colla marmorea testa
Ei fa... così.... così...

Don Giovanni

(Colla marmorea testa
Ei fa così... così...)
Parlate, se potete: (verso la statua)
Verrete a cena?

Commendatore

Leporello

Mover... mi... posso appena...
Mi manca, oh Dio!., la lena...
Per carità... partiamo...
Andiamo - via di qua.

Don Giovanni

Bizzarra è inver la scena!
Verrà il buon vecchio a cena!
A prepararla andiamo:
Partiamo - via di qua. (partono)

Scena xv.
Appartamenti in casa di donn’Anna
Duca Ottavio e Donn’Anna

Don Ottavio

Calmatevi, idol mio di quel ribaldo
Vedrera Puniti in breve i grandi eccessi:
Vendicati sarem.

Donna Anna

Ma il padre, oh Dio!

Don Ottavio

Convien chinare il ciglio
A’ voleri del ciel, Respira, o cara!
Di tua perdita amara
Fia domani, se vuoi, dolce compenso
Questo cor, questa mano.
Che il mio tenero amor...

Donna Anna

Oh Dei! che dite?
In sì tristi momenti..

Don Ottavio

E che! vorresti,
Con indugi novelli.
Accrescer le mie pene?
Ah! crudele!

Donna Anna

Crudele?
Ah no! giammai, mio ben! troppo mi spiace
Allontanarti un ben che lungamente
La nostr’alma desia... Ma il mondo, ho Dio!..
Non sedur la costanza
Del sensibil mio core:
Abbastanza per te mi parla amore.
Non mi dir, bell’idol mio.
Che son io crudel con te!
Tu ben sai - quant’io t’amai,
Tu conosci la mia fè.
Calma, calma il tuo tormento.
Se di duol non vuoi ch’io mora:
Forse un giorno il cielo ancora
Sentirà pietà di me. (parte)

Don Ottavio

Si seguono i suoi passi: io vo’ con lei
Dividere i martiri.
Saranno meno gravi i suoi sospiri. (parte)

Scena xvi.

Sala in, casa di Don Giovanni.

Don Giovanni e Leporello, Servi alcuni Suonatori

una mensa imbandita.

Don Giovanni

Già la mensa è preparata:
Voi suonate, amici cari.
Già che spendo i miei danari.
Io mi voglio divertir. (siede a mensa)
Leporello, presto in tavola.

Leporello

Son prontissimo a servire. (si suona)
Bravi! Bravi! Cosa rara
(alludendo ad un pezzo di musica dell’opera (La Cosa rara)

Don Giovanni

Che ti par del bel concerto?

Leporello

E conforme al vostro merto.

Don Giovanni

Oh che piatto saporito!

Leporello

(Oh che barbaro appetito! (mangia di nascosto)
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir.)

Don Giovanni

Piatto.

Leporello

Servo (muta il piatto)

Don Giovanni

Versa il vino, (i suonatori cangiano la musica)
Fra i due Litiganti.
(alludendo ad altr’opera di questo titolo)

Leporello

(Eccellente marzimino? (bevendo e mangiando
Questo pezzo di fagiano di nascosto)
Piano, piano vo’ inghiottir,)

Don Giovanni

(Sta mangiando quel marrano,
Fingerò di non capir.)

Leporello

Questa poi ben la conosco. (ai suonatori, che

Don Giovanni

Leporello! di nuovo cangiano motivo)

Leporello

Padron mio.) (col boccone in gola)

Don Giovanni

Parla schietto, o mascalzone.

Leporello

Non mi lascia una flussione
Le parole proferir

Don Giovanni

Mentre io mangio, fischia un poco.

Leporello

Non so far.

Don Giovanni

Cos’è?

Leporello

Scusate. (mangiando)
Sì eccellente è il vostro cuoco.
Che lo volli anch’io provar.

Don Giovanni

(Sì eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch’ei provar.)

Scena xvii.
Donna Elvira, e detti.

Donna Elvira

L’ultima prova
Dell’amor mio
Ancor vogl’io
Fare con te.
Più non rammento
Gl’inganni tuoi;
Pietade io sento (s inginocchia)

Don Giovanni y Leporello

Cos’e? cos’è?

Donna Elvira

Da te non chiede
Quest’alma oppressa
Della sua fede
Qualche mercè

Don Giovanni

mi meraviglio!
Cosa volete? (per beffarla s’inginocchia)
Se non sorgete,
Non resto in piè.

Donna Elvira

Ah! non deridere
Gli affanni miei.

Leporello

(Quasi da piangere
Mi fa costei.)

Don Giovanni

Io te deridere! (alzandosi)
Cielo! e perchè?
Che vuoi, mio bene? (con affettata tenerezza)

Donna Elvira

Che vita cangi.

Don Giovanni

Brava!(beffandola)

Donna Elvira

Cor perfido!

Don Giovanni

Lascia ch’io mangi;
E, se ti piace,
Mangia con me.

Donna Elvira

Restati, barbaro!
Nel lezzo immondo,
Esempio orribile
D’iniquità. (parte)

Leporello

(Se non si muove
Al suo dolore.
Di sasso ha il core,
O cor non ha.)

Don Giovanni

Vivan le femmine!
Viva il buon vino!
Sostegno e gloria
D’umanità.

Donna Elvira

Ah! (di dentro: poi traversando la scena fuggendo

Don Giovanni y Leporello

Che grido è questo mai!esce da un’altra parte)

Don Giovanni

Va a veder che cos’è stato.

Leporello

Ah! (di dentro, e tornando impaurito)

Don Giovanni

Che grido indiavolato!
Leporello, che cos’è? (i suonatori partono in fretta)

Leporello

Ah!... signor... per carità.,.
Non an...da...te fuor... di qua...
L’uom... di... sasso... l’uomo... bianco...
Ah padron... io gelo... io... manco...
Se vedeste... che... figura...
Se... sentiste... come... fa...
Ta ta tà ta ta ta ta. (imitando i passi del Com.)

Don Giovanni

Non capisco niente affatto;
Tu sei matto in verità (si batte alla porta)

Leporello

Ahi sentite?

Don Giovanni

Qualcun batte.
Apri.

Leporello

Io tremo...

Don Giovanni

Apri, ti dico.

Leporello

Ah!

Don Giovanni

Per togliermi d’intrico
Ad aprire io stesso andrò, (prende il lume e la
spada sguainata, e va ad aprire)

Leporello

(Non vo’ più veder l’amico:
Pian pianin m’asconderò (si cela sotto la tavola)

Scena xviii.
Il Commendatore e detti.

Commendatore

Don Giovanni, a cenar teco
M’invitasti, e son venuto.

Don Giovanni

Non l’avrei giammai creduto
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un’altra cena
Fa che subito si porti

Leporello

Ah! padron.. Siam tutti morti... (facendo capolino di
sotto alla tavola)

Don Giovanni

Vanne dico. (tirandolo fuori)

Commendatore

Ferma un po’, (a Lep. ch’è in atto di partire)
Non si pasce di cibo mortale
Chi si pasce di cibo celeste
Altre cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò

Leporello

(La terzana d’avere mi sembra...
E le membra - fermar più non so.)

Don Giovanni

Parla dunque: che chiedi? che vuoi?

Commendatore

Parlo, ascolta più tempo non ho.

Don Giovanni

Parla, parla: ascoltando ti sto.

Commendatore

Tu m’invitasti a cena:
Il tuo dovere or sai
Rispondimi: verrai
Tu a cenar meco?.

Leporello

Oibò!
Tempo non ha.. scusate
(da lontano sempre tremando)

Don Giovanni

A torto di viltate
Tacciato mai sarò.

Commendatore

Risolvi.

Don Giovanni

Ho già risolto.

Commendatore

Verrai?

Leporello

Dite di no.

Don Giovanni

Ho fermo il core in petto:
Non ho timor, verrò.

Commendatore

Dammi la mano in pegno.

Don Giovanni

Eccola... Ohimè!...

Commendatore

Cos’hai?

Don Giovanni

Che gelo è questo mai!

Commendatore

Pentiti, cangia vita:
È l’ultimo momento.

Don Giovanni

No, no, ch’io non mi pento...
(vuole sciogliersi, ma invano.
Vanne lontan da me.

Commendatore

Pentiti, scellerato.

Don Giovanni

No, vecchio infatuato.

Commendatore

Pentiti.

Don Giovanni

No.

Commendatore y Leporello

Sì.

Don Giovanni

No.

Commendatore

Ah! tempo più non v’è.
(fuoco da diverse parti; il Comm. sparisce, e s’apre
una voragine)

Don Giovanni

Da quel tremore insolito:..
Sento... assalir gli spiriti!...
D’onde escono que vortici
Di foco... Ohimè; che orror!...

Coro

Tutto a tue colpe è poco: (sotto terra)
Vieni; c’è mal peggior.

Don Giovanni

Chi l’anima mi lacera!...
Chi m’agitale viscere!...
Che strazio! ohimè! che smania!
Che inferno! che terrori...

Leporello

(Che ceffo disperato!...
Che gesti da dannato!...
Che grida! che lamenti!
Come mi fa terror!...)

Coro

Tutto a tue colpe è poco:
Vieni! C’è un mal peggior
(cresce il fuoco, compariscono diverse furie,
s’impossessano di Giovanni, e seco lui sprofondano)

Scena ultima
Donna Elvira, Donn’Anna, Zerlina, Duca Ottavio, Masetto entrano in scena; e Leporello spaventato.

Tutti

(meno Donn’Anna e Leporello)
Ah! dov’è il perfido?
Dov’è l’indegno?
Tutto il mio sdegno
Sfogar io vo..

Donna Anna

Solo mirandolo
Stretto in catene,
Alle mie pene
Calma darò.

Leporello

Più non sperate
Di ritrovarlo...
Più non cercate...
Lontano andò.

Tutti

Cos’è? favella. Via presto sbrigati!

Leporello

Venne un colosso... – ma se non posso....
Tra fumo e foco... – badate un poco...
L’uomo di sasso... – fermate il passo...
Giusto là sotto.. – diede il gran botto.!.
Giusto là il diavolo - sel trangugiò.

Tutti

Stelle che sento!

Leporello

Vero è l’evento.

Tutti

Di certo è l’ombra - che m’incontrò.

Don Ottavio

Or che tutti, o mio tesoro!
Vendicati siam dal cielo,
Porgi, porgi a me un ristoro.
Non mi far languire ancor.

Donna Anna

Lascia, o caro, un anno ancora
Allo sfogo del mio cor.
Al desio di chi t’adora
Ceder deve un fido amor

Donna Elvira

Io men vado in un ritiro
A finir la vita mia.

Zerlina y Masetto

Noi, Zerlina / Masetto, a casa andiamo)
A cenar in compagnia.

Leporello

Ed io vado all’osteria
A trovar padron miglior.

Zerlina y Masetto y Leporello

Resti dunque quel birbone,
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, buona gente
Ripetiam allegramente
L’antichissima canzon:

Tutti

Questo è il fin di chi fa mal!
E de’ perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.
— fine—

Elenco vivo 26 personajes · 1,834 versos

Pulsa un personaje: sus intervenciones quedan iluminadas y las demás en penumbra. Los versos se cuentan por línea del impreso; las coincidencias, por vecindad en el diálogo (la obra no marca escenas).

PersonajeVersosInterv.JornadasPrimera apariciónCoincide con
541198J1, J2J1Leporello, Donna Elvira, Masetto
415166J1, J2J1Don Giovanni, Donna Elvira, Zerlina
19661J1, J2J1Leporello, Don Giovanni, Masetto
18558J1, J2J1Don Giovanni, Leporello, Zerlina
12030J1, J2J1Don Ottavio, Don Giovanni, Leporello
10333J1, J2J1Don Giovanni, Donna Anna, Leporello
9945J1, J2J1Don Giovanni, Zerlina, Leporello
3618J1, J2J1Don Giovanni, Leporello, Donna Anna
292J1J1Don Giovanni, Zerlina, Don Ottavio
183J1, J2J1Don Giovanni, Leporello, Donna Elvira
146J1, J2J1Don Giovanni, Zerlina, Leporello
136J1, J2J1Leporello, Don Giovanni, Donna Anna
124J1, J2J1Don Giovanni, Leporello, Donna Elvira
113J1, J2J1Leporello, Don Giovanni, Donna Elvira
104J1, J2J1Donna Elvira, Don Giovanni, Don Ottavio
51J1J1Donna Anna, Don Giovanni, Leporello
51J2J2Tutti, Leporello, Zerlina y Masetto
42J1J1Don Giovanni, Zerlina, Masetto
41J2J2Donna Elvira, Leporello, Don Ottavio
32J1J1Zerlina, Masetto, Leporello
31J2J2Don Giovanni, Leporello, Don Ottavio
31J2J2Donna Elvira, Leporello, Don Ottavio
22J1J1Leporello, Don Giovanni, Masetto
11J1J1Leporello, Don Ottavio, Don Giovanni
11J1J1Leporello, Don Giovanni, Masetto
11J2J2Don Giovanni, Commendatore, Coro

Partitura métrica 82 cambios de medida

La música estructural de la comedia: cada tramo es un parlamento, su ancho son sus versos y su color, la medida que La Báscula reconoce. Lope recomendaba décimas para las quejas, sonetos para los que aguardan, romances para las relaciones y redondillas para el amor: aquí se ve dónde cambia. Versión de medida, no de estrofa (romance y redondilla comparten el octosílabo); la estrofa viene después. Pulsa un tramo para ir al pasaje.

Atto primo
Atto secondo

octosílabos 15 % · endecasílabos 5 % · silva 8 % · heptasílabos 5 % · mixto 67 %

Expediente

Autor
Lorenzo Da Ponte · Wikidata Q268166
Obra
Don Giovanni
Jornadas
2
Personajes
26
Versos
1,834
Versificación
octosílabos 15 % · endecasílabos 5 % · silva 8 % · heptasílabos 5 % · mixto 67 % medida por La Báscula
Fuente
it.wikisource: Don Giovanni/Atto primo
Estructura
don-giovanni.json (jornada › escena › parlamento › verso; acotaciones aparte)
Cita recomendada
Lorenzo Da Ponte, Don Giovanni, Poetósfera · Teatrósfera, poetosfera.com/teatro/don-giovanni.html

Texto de dominio público, levantado de su impreso y reproducido íntegro con atribución. El hablante se normaliza (la abreviatura del impreso se expande); el verso no se toca. ¿Ves una errata o conoces una edición mejor? Escríbenos desde Sobre la casa.